
La banda di criminali informatici di DarkRace, oggi revendica all’interno del proprio Data Leak Site (DLS) un attacco informatico all’azienda italiana CONATECO.
Dalla rivendicazione sul sito nelle rete onion, viene riportato che 46GB di dati sono stati esfiltrati dalle infrastrutture IT dell’azienda.

La cybergang riporta inoltre una descrizione dell’azienda: “CO.NA.TE.CO. (Consorzio Napoletano Terminal Containers ), è stato fondato nel 1995. Oggi è il più grande Terminal nel porto di Napoli e il quarto in Italia. La favorevole posizione geografica nel cuore del Mediterraneo, pone il porto di Napoli
e, in particolare, il Terminal CO.NA.TE.CO., nel bel mezzo delle rotte commerciali internazionali, in modo da rappresentare uno dei principali collegamenti tra Nord e Sud Europa”.
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Andando in questo momento sul sito non è possibile raggiungere l’home page in quanto sbarrata da un messaggio che riporta “Sito in manutenzione”. Anche andando a cercare ulteriori sotto pagine, il sito riporta l’errore 404, come mostrano le immagini riportate di seguito.


Nota Bene: l’accesso alle Darknet è praticabile da qualsiasi persona che sappia utilizzare normalmente un PC. Questo è importante portarlo all’attenzione in quanto molti sostengono il contrario, spesso nei comunicati dopo la pubblicazione dei dati delle cybergang ransomware.
Questa gang ransomware ha un nome simile all’azienda Darktrace, una società di sicurezza informatica britannica , fondata nel 2013 e con sede a Cambridge, in Inghilterra. È quotata alla Borsa di Londra ed è un elemento costitutivo dell’indice FTSE 250 .
Come nostra consuetudine, lasciamo spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda e saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
Il ransomware, è una tipologia di malware che viene inoculato all’interno di una organizzazione, per poter cifrare i dati e rendere indisponibili i sistemi. Una volta cifrati i dati, i criminali chiedono alla vittima il pagamento di un riscatto, da pagare in criptovalute, per poterli decifrare.
Qualora la vittima non voglia pagare il riscatto, i criminali procederanno con la doppia estorsione, ovvero la minaccia della pubblicazione di dati sensibili precedentemente esfiltrati dalle infrastrutture IT della vittima.
Per comprendere meglio il funzionamento delle organizzazioni criminali all’interno del business del ransomware as a service (RaaS), vi rimandiamo a questi articoli:
Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, e anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino non ha avuto successo.
Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono in ordine di complessità:
Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.
La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda.
Oggi occorre cambiare immediatamente mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.
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