
La famosa azienda italiana di auto di lusso Ferrari, è stata colpita dal ransomware. Lo dichiara la cybergang RansomEXX con un post di ieri sul suo data leak site (DLS).
Da quanto riporta la cybergang nel suo post, sono stati sottratti documenti interni, datasheet, manuali di riparazione e altro ancora.
In effetti i dati che vengono messi a disposizione e liberamente scaricabili sono ben 7GB.

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Non c’è bisogno di descrivere l’azienda in questione, in quanto si tratta dei primi brand conosciuti al mondo, nonché un simbolo riconosciuto dell’Italia all’estero.
Tutto questo avviene mentre l’Italia nel mese di Settembre, era scivolata all’undicesimo posto nella classifica del ransomware a livello mondiale, come riportato nella nostra recente “ransomware data room”.

Ricordiamo che non è la prima volta che i documenti della Ferrari vanno a finire online.
In precedenza anche la cybergang Everest, attraverso una violazione della Speroni, un’altra azienda italiana, aveva pubblicato dei documenti riguardanti la Ferrari, anche se non erano stati sottratti dalle infrastruttura IT della nota azienda.
Ricordiamo a tutti che l’accesso alla rete onion e al download dei dati (attraverso TOR Browser) è praticabile da chiunque, anche se non dotato di particolari competenze in materia. Ciò significa che tali dati sono accessibili da qualsiasi persona che sappia normalmente utilizzare un PC.

Aggiornamento delle 17:45
La Ferrari ci ha prontamente contattato inviandoci una mail che riporta quanto segue:
Ferrari è consapevole del fatto che alcuni media hanno segnalato la possibile perdita di informazioni da parte di Ferrari e la presenza di alcuni documenti online.
Ferrari non ha alcuna evidenza di una violazione dei propri sistemi o di ransomware e informa che non c'è stata alcuna interruzione del proprio business e dell’operatività.
L'Azienda sta lavorando per identificare la fonte dell'evento e metterà in atto tutte le azioni necessarie.
Dario Esposito: Corporate and Financial Communication at Ferrari
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
Il ransomware, è una tipologia di malware che viene inoculato all’interno di una organizzazione, per poter cifrare i dati e rendere indisponibili i sistemi. Una volta cifrati i dati, i criminali chiedono alla vittima il pagamento di un riscatto, da pagare in criptovalute, per poterli decifrare.
Qualora la vittima non voglia pagare il riscatto, i criminali procederanno con la doppia estorsione, ovvero la minaccia della pubblicazione di dati sensibili precedentemente esfiltrati dalle infrastrutture IT della vittima.
Per comprendere meglio il funzionamento delle organizzazioni criminali all’interno del business del ransomware as a service (RaaS), vi rimandiamo a questi articoli:
Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, e anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino non ha avuto successo.
Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono in ordine di complessità:
Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.
La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda.
Oggi occorre cambiare immediatamente mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.
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