
Redazione RHC : 11 Novembre 2023 10:12
Microsoft ha deciso di vietare temporaneamente ai suoi dipendenti l’accesso a ChatGPT, il noto prodotto di OpenAI, citando preoccupazioni legate alla sicurezza e ai dati. Tale divieto, comunicato tramite un avviso su un sito Web interno, ha destato l’attenzione degli osservatori.
Tuttavia, secondo uno screenshot visualizzato dalla CNBC, i dipendenti aziendali non potevano accedere a ChatGPT sui dispositivi aziendali. Inizialmente, la società aveva menzionato il divieto anche per il software di progettazione Canva, ma successivamente ha rimosso questa informazione dall’avviso. Dopo la pubblicazione iniziale della notizia, Microsoft ha ripristinato l’accesso a ChatGPT.
Nel dettaglio, Microsoft ha attribuito il blocco temporaneo di ChatGPT a un errore derivante da un test di sistemi per modelli linguistici di grandi dimensioni. “Stavamo testando i sistemi di controllo degli endpoint per gli LLM e inavvertitamente li abbiamo attivati per tutti i dipendenti”, ha spiegato un portavoce di Microsoft.
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“Abbiamo ripristinato il servizio poco dopo aver identificato il nostro errore.” La società ha sottolineato che ChatGPT è un servizio esterno di terze parti. Ha anche consigliato l’uso di servizi come Bing Chat Enterprise e ChatGPT Enterprise, dotati di maggiori livelli di protezione della privacy e della sicurezza.
La stretta connessione tra Microsoft e OpenAI è evidente nel fatto che Microsoft ha investito miliardi di dollari nella startup. Le due società hanno collaborato strettamente, con Microsoft che ha utilizzato i servizi di OpenAI per aggiornamenti di Windows e applicazioni Office. Tali aggiornamenti a loro volta, sono eseguiti sull’infrastruttura cloud Azure di Microsoft. Inizialmente, la società aveva dichiarato che avrebbe vietato ChatGPT e Canva, ma tale affermazione è stata successivamente modificata.
Questo episodio mette in luce le sfide legate all’uso di servizi di intelligenza artificiale di terze parti, specialmente quando si tratta di proteggere dati sensibili. Le grandi aziende spesso limitano l’uso di servizi come ChatGPT per evitare la condivisione involontaria di informazioni riservate.
Essendo stato addestrato su ampi dati Internet, ChatGPT genera risposte simili a quelle umane ai messaggi di chat delle persone. Laa sua implementazione deve essere gestita attentamente per garantire la sicurezza e la privacy aziendale.
Redazione
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