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ATS Insubria a 4 giorni alla pubblicazione. Cosa contengono i 435MB esfiltrati?

In relazione all’incidente ransomware che ha colpito la ATS Insubria, pubblicato il 5 di maggio scorso, con la successiva pubblicazione parziale di circa 450MB dalla banda ransomware BlackByte, siamo stati contattati da diversi giornalisti che volevano comprendere meglio cosa stava accadendo e soprattutto i dati sottratti dall’azienda cosa contenevano.

Pertanto siamo andati nuovamente su Anon Files e abbiamo trovato il samples ancora disponibile online scaricabili in forma anonima da chiunque.

Li abbiamo nuovamente scaricati per analizzarli meglio anche se precisiamo che tutti i dati che RHC analizza e pubblica sul suo suo blog vengono opportunamente anonimizzati, e immediatamente cancellati.

Nel mentre mancano 5 giorni alla pubblicazione totale dei dati esfiltrati dalla gang, che avverrà indicativamente il 2 di giugno alle 17:34, come da print screen prelevata il 28/05.

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Post sul data leak site (DLS) di BlackByte

Ricordiamo che ATS Insubria è una tra le agenzie di tutela della salute della regione Lombardia.

Il sistema socio-sanitario della Lombardia comprende otto Agenzie di Tutela della Salute (ATS), ventisette Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), per effetto della legge regionale n. 23 dell’11 agosto 2015, l’AREU, nonché diversi altri tipi di strutture soggette alla programmazione socio-sanitaria regionale.

Cosa contengono i dati

Da quello che avevamo riportato nel precedente articolo, avevamo detto che erano presenti informazioni sensibili, come i dati dei disabili cronici, i documenti di identità delle persone, estratti e consuntivi di budget, documenti relativi all’antimafia, contratti e delibere di varia natura.

Intanto la prima cosa che ci lascia sopresi è il nome dell’archivio, che è stato creato come “ARCHIVIO.zip”, stranamente con una parola italiana.

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Andando a scaricare il samples, ci troviamo di fronte alla seguente lista di directory, dove l’ultima data di creazione corrisponde al 10/05/2022 alle 2:23.

root del documento ARCHIVIO.zip

Alcune schede di disabili cronici
Liste di disabili gravissimi con codice fiscale, indirizzo, personale di sostegno e data riconoscimenti dei contributi
Informazioni aggregate sulla tipologia di persone con disabilità gravissima

Vari documenti di identità
Contratti di diversa natura per il supporto alle persone fragili
Molte informazioni inerenti il budget della struttura
Dichiarazioni in relazione della legge antimafia
Informazioni su varie RSA della regione e anche di altre regioni

Possiamo comunque dire che i dati trafugati sono datati dove nella maggior parte dei casi si fermano al 2017.

Un esempio relativo all’affermazione precedente.

Sicuramente c’è da sottolineare, come sempre abbiamo detto, che molti di questi dati non hanno una scadenza e che una volta trapelati online rivestono un danno per tutta la comunità e non solo per il cittadino che ne dovrà pagare le conseguenze.

A questo punto ci resta che aspettare l nuova pubblicazione dei dati che avverrà tra qualche giorno.

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Cos’è il ransomware e come proteggersi

Il ransomware, è una tipologia di malware che viene inoculato all’interno di una organizzazione, per poter cifrare i dati e rendere indisponibili i sistemi. Una volta cifrati i dati, i criminali chiedono alla vittima il pagamento di un riscatto, da pagare in criptovalute, per poterli decifrare.

Qualora la vittima non voglia pagare il riscatto, i criminali procederanno con la doppia estorsione, ovvero la minaccia della pubblicazione di dati sensibili precedentemente esfiltrati dalle infrastrutture IT della vittima.

Per comprendere meglio il funzionamento delle organizzazioni criminali all’interno del business del ransomware as a service (RaaS), vi rimandiamo a questi articoli:

Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, e anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino non ha avuto successo.

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Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono in ordine di complessità:

  • Formare il personale attraverso corsi di Awareness;
  • Utilizzare un piano di backup e ripristino dei dati per tutte le informazioni critiche. Eseguire e testare backup regolari per limitare l’impatto della perdita di dati o del sistema e per accelerare il processo di ripristino. Da tenere presente che anche i backup connessi alla rete possono essere influenzati dal ransomware. I backup critici devono essere isolati dalla rete per una protezione ottimale;
  • Mantenere il sistema operativo e tutto il software sempre aggiornato con le patch più recenti. Le applicazioni ei sistemi operativi vulnerabili sono l’obiettivo della maggior parte degli attacchi. Garantire che questi siano corretti con gli ultimi aggiornamenti riduce notevolmente il numero di punti di ingresso sfruttabili a disposizione di un utente malintenzionato;
  • Mantenere aggiornato il software antivirus ed eseguire la scansione di tutto il software scaricato da Internet prima dell’esecuzione;
  • Limitare la capacità degli utenti (autorizzazioni) di installare ed eseguire applicazioni software indesiderate e applicare il principio del “privilegio minimo” a tutti i sistemi e servizi. La limitazione di questi privilegi può impedire l’esecuzione del malware o limitarne la capacità di diffondersi attraverso la rete;
  • Evitare di abilitare le macro dagli allegati di posta elettronica. Se un utente apre l’allegato e abilita le macro, il codice incorporato eseguirà il malware sul computer;
  • Non seguire i collegamenti Web non richiesti nelle e-mail;
  • Esporre le connessione Remote Desktop Protocol (RDP) mai direttamente su internet. Qualora si ha necessità di un accesso da internet, il tutto deve essere mediato da una VPN;
  • Implementare sistemi di Intrusion Prevention System (IPS) e Web Application Firewall (WAF) come protezione perimetrale a ridosso dei servizi esposti su internet.
  • Implementare una piattaforma di sicurezza XDR, nativamente automatizzata, possibilmente supportata da un servizio MDR 24 ore su 24, 7 giorni su 7, consentendo di raggiungere una protezione e una visibilità completa ed efficace su endpoint, utenti, reti e applicazioni, indipendentemente dalle risorse, dalle dimensioni del team o dalle competenze, fornendo altresì rilevamento, correlazione, analisi e risposta automatizzate.

Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.

La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda.

Oggi occorre cambiare immediatamente mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.

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