
La cybergang Cuba ransomware, colpisce l’azienda italiana R1Group che si trova a combattere con il ransomware.
Cuba ha riportato all’interno del proprio data leak site quanto segue:
Da oltre 27 anni espandiamo le nostre Partnership al fine di rafforzare ogni area di competenza dell'azienda, in funzione dell'organizzazione, dell'offerta, delle esigenze specifiche.
L'obiettivo è acquisire la definizione di una proposta tecnica e consulenziale mirata all'ottimizzazione dei flussi di lavoro aziendali e alla totale efficacia. Con i nostri partner garantiamo ai nostri interlocutori la fornitura, l'installazione e l'integrazione dei migliori sistemi hardware e software presenti sul mercato.
Possediamo i massimi livelli di certificazioni tecniche e commerciali per ogni brand con cui lavoriamo, convinti che investire sulle risorse e sulle loro competenze sia l'unico modo per portare valore al mercato.

Inoltre pubblica un insieme di archivi di file esfiltrati dalle infrastrutture IT dell’azienda, dove riportiamo l’alberatura principale della directory mostrata una volta cliccato sul tasto “download”.
All’interno dei file, sono presenti documenti finanziari, corrispondenza con impiegati bancari, movimenti di conto, bilanci, documenti fiscali, compensi e codice sorgente.

La news è stata riportata su twitter da @sonoclaudio con un samples relativo alla root dei dati esfiltrati
#Ransom | #Ransomware | #Cuba vs. @R1Group
— Claudio (@sonoclaudio) June 27, 2022
🔹 https://t.co/IXqaqmVxmQ pic.twitter.com/2uPb4By4p1
Nel caso ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda, oppure la stessa azienda voglia fare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
Il ransomware, è una tipologia di malware che viene inoculato all’interno di una organizzazione, per poter cifrare i dati e rendere indisponibili i sistemi. Una volta cifrati i dati, i criminali chiedono alla vittima il pagamento di un riscatto, da pagare in criptovalute, per poterli decifrare.
Qualora la vittima non voglia pagare il riscatto, i criminali procederanno con la doppia estorsione, ovvero la minaccia della pubblicazione di dati sensibili precedentemente esfiltrati dalle infrastrutture IT della vittima.
Per comprendere meglio il funzionamento delle organizzazioni criminali all’interno del business del ransomware as a service (RaaS), vi rimandiamo a questi articoli:
Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, e anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino non ha avuto successo.
Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono in ordine di complessità:
Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.
La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda.
Oggi occorre cambiare immediatamente mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.
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