Questa mattina, siamo venuti a conoscenza che un ospedale italiano è stato colpito da un attacco informatico risalente al 12 di febbraio. Si trattava dell’ospedale universitario di Parma.
Un altro incidente informatico ha preso di mira un altro ospedale italiano.
Si tratta questa volta di un sistema sanitario della Lombardia, in particolare il sito dell’ospedale Niguarda di Milano, che risulta essere bloccato a causa di un attacco informatico.
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Secondo quanto riferito si tratta di un “problema informatico” che ha portato al blocco dell’attività dei centri prelievi di Niguarda, compresi il centro prelievi interno all’ospedale, il centro prelievi della Casa di Comunità Villa Marelli, della Casa di Comunità Livigino e del presidio di Ippocrate.
Una vista aerea dell’ospedale Niguarda
L’Azienda socio sanitaria territoriale Grande Ospedale Metropolitano Niguarda ha dichiarato che il blocco potrebbe protrarsi anche nella giornata di domani.
L’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, fino al 2017 denominato Ospedale Niguarda Ca’ Granda, è uno storico istituto ospedaliero di Milano sorto nel 1939. Nel 2011 è iniziato un processo di riqualificazione oggi concluso che ha confermato la “vocazione al trattamento delle patologie a medio-elevata complessità”.
Comunicato sul sito dell’ospedale
Al momento nel quale scriviamo, non si conoscono ulteriori dettagli al riguardo e se si tratti di un attacco informatico oppure di un disservizio.
Questo episodio mette in evidenza l’importanza della sicurezza informatica nel settore sanitario e la necessità di continuare a migliorare le misure di protezione dei dati sensibili dei pazienti e delle strutture sanitarie.
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Come sappiamo, molte cybergang, quelle maggiormente senza scrupoli, dirottano i loro sforzi verso gli ospedali perché tali strutture pagano con più facilità in quanto mettono a rischio non solo i dati dei loro pazienti, ma anche le loro stesse vite.
Altri ospedali italiani colpiti
La Lista delle organizzazioni sanitare colpite, dove ne conosciamo le rivendicazioni della PA si allunga sempre di più giorno dopo giorno:
Ma sembra che ancora non abbiamo compreso l’importanza strategica a livello di sicurezza nazionale di queste infrastrutture che vengono continuamente bersagliato dal cybercrime e che devono essere immediatamente protette.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
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