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Everest mette in vendita i dati dell’italiana Speroni Spa

Everest mette in vendita i dati dell’italiana Speroni Spa

Redazione RHC : 12 Marzo 2022 09:22

Avevamo già parlato in precedenza dell’incidente informatico avvenuto alla Speroni Spa, ma questa volta la cybergang Everest che aveva violato l’azienda a dicembre scorso, mette in vendita i suoi dati.

Everest riporta all’interno del suo data-leak-site (DLS) quanto segue:

Dati aziendali in vendita.
Azienda italiana di fama mondiale. Impegnata nella produzione di macchine utensili e nello sviluppo di software industriale, tra le prime 4 società di questo tipo in tutto il mondo. Collabora con marchi e aziende come Lamborghini, Ferrari, Gruppo Fiat, VAG, Brembo…
Include accesso a PC, FTP, 900 GB di vari disegni AutoCAD, oltre 250 GB di file PST, file clienti e fatture, elenchi di società assistite.
Il motivo per cui è pubblicato qui è perché non abbiamo ricevuto una risposta chiara alle nostre richieste. Inoltre, non siamo ingegneri e non lavoriamo con progetti. Quindi in questo momento c'è una grande opportunità per coloro che potrebbero essere interessati a ottenere anni di sviluppo tecnico e software per un importo ridicolo.

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Pertanto sembrerebbe che dalle trattative di riscatto avvenute tra Everest e l’azienda non abbiano raggiunto un accordo, pertanto i loro dati sono stati messi in vendita online sul loro sito nel darkweb.

Andando ad analizzare i samples riportati da Everest, ci sono effettivamente molti documenti tecnici di progetto dei noti marchi riportati nel comunicato, che potrebbero essere di interesse per altre aziende leader nel settore, come acquisizione di proprietà intellettuale.

Esempio si samples presente sul sito di Everest
Altro esempio si samples riportato sul sito di Everest collegato all’azienda Ferrari

RHC monitorerà la questione in modo da aggiornare il seguente articolo, qualora ci siano novità sostanziali. Nel caso ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda, oppure la stessa azienda voglia fare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.

Come proteggersi dal ransomware

Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino è stato impossibile.

Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono:

  • Utilizzare un piano di backup e ripristino dei dati per tutte le informazioni critiche. Eseguire e testare backup regolari per limitare l’impatto della perdita di dati o del sistema e per accelerare il processo di ripristino. Da tenere presente che anche i backup connessi alla rete possono essere influenzati dal ransomware; i backup critici devono essere isolati dalla rete per una protezione ottimale;
  • Mantenere il sistema operativo e tutto il software sempre aggiornato con le patch più recenti. Le applicazioni ei sistemi operativi vulnerabili sono l’obiettivo della maggior parte degli attacchi. Garantire che questi siano corretti con gli ultimi aggiornamenti riduce notevolmente il numero di punti di ingresso sfruttabili a disposizione di un utente malintenzionato;
  • Mantenere aggiornato il software antivirus ed eseguire la scansione di tutto il software scaricato da Internet prima dell’esecuzione;
  • Limitare la capacità degli utenti (autorizzazioni) di installare ed eseguire applicazioni software indesiderate e applicare il principio del “privilegio minimo” a tutti i sistemi e servizi. La limitazione di questi privilegi può impedire l’esecuzione del malware o limitarne la capacità di diffondersi attraverso la rete;
  • Evitare di abilitare le macro dagli allegati di posta elettronica. Se un utente apre l’allegato e abilita le macro, il codice incorporato eseguirà il malware sul computer;
  • Non seguire i collegamenti Web non richiesti nelle e-mail. Per ulteriori informazioni, fare riferimento alle risorse di phishing presenti su questo sito Web.
  • Esporre le connessione Remote Desktop Protocol (RDP) mai direttamente su internet. Qualora si ha necessità di un accesso da internet, il tutto deve essere mediato da una VPN;
  • Implementare sistemi di Intrusion Prevention System (IPS) e Web Application Firewall (WAF) come protezione perimetrale a ridosso dei servizi esposti su internet.

Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.

La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda. Oggi occorre cambiare mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.

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La redazione di Red Hot Cyber è composta da un insieme di persone fisiche e fonti anonime che collaborano attivamente fornendo informazioni in anteprima e news sulla sicurezza informatica e sull'informatica in generale.

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