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Il gruppo hacker LOpht, nel 1998 predisse il futuro di internet, ma gli USA non li ascoltarono.

“Se stai cercando la sicurezza nei computer, allora Internet non è il posto giusto”.

Disse Mudge, allora 27enne con l’aspetto di un profeta biblico con lunghi capelli castani che si appoggiavano sulle sue spalle.

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“Mi è stato comunicato che, secondo voi, entro 30 minuti voi sette potreste rendere Internet inutilizzabile per l’intera nazione, è corretto?” disse il senatore Thompson. Mudge rispose “È corretto. In realtà uno di noi con solo pochi pacchetti”.

Erano in sette i rappresentanti del gruppo hacker LOpht, sette giovani seduti davanti ad alcuni dei più potenti legislatori di Capitol Hill e non erano laureati o analisti di sicurezza o di qualche think tank, ma stavano raccontando ai potenti della terra le gravi vulnerabilità che affliggevano Internet che avrebbero portato a quello che stiamo vivendo oggi.

Mudge, Starring Brian Oblivion, Kingpin (Joe Grand), Tan, Space Rogue, Weld Pond and Stefan von Neumann, erano hacker giunti da diverse parti del cyberspace, per lanciare un terrificante monito a tutto il mondo.

“I vostri computer non sono sicuri”

Dissero al collegio dei senatori il 19 maggio 1998.

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“Non il software, non l’hardware, non le reti che li collegano insieme… e aziende che costruiscono queste cose non si preoccupano e non hanno motivo di preoccuparsene perché il fallimento a loro non costa nulla”.

I senatori (un gruppo bipartisan che comprendeva John Glenn, Joseph I. Lieberman e Fred D. Thompson) annuirono, chiarendo di aver compreso la gravità della situazione. “Dovremo fare qualcosa al riguardo”, disse Thompson.

Quello che è successo invece è stata “una tragedia di opportunità perse”, come riportato dal Washington Post e 23 anni dopo il mondo sta ancora pagando il prezzo di una dilagante insicurezza, dove oggi gli Stati Uniti D’America stanno affrontando la più grande crisi informatica, la prima vera cyber-war, senza accorgersi che stanno arretrato nelle cyberpolitica mondiale nei confronti di altri grandi potenze come Russia e Cina.

La testimonianza di L0pht, è stata tra le più audaci di un coro crescente di avvertimenti emessi negli anni ’90 mentre Internet stava esplodendo in popolarità, sulla buona strada per diventare una potente forza globale per la comunicazione, il commercio e criminalità.

Gli hacker e altri esperti di computer hanno lanciato l’allarme mentre il World Wide Web ha portato alle masse il potere di trasformazione delle reti di computer. Ciò ha creato un universo di rischi per gli utenti e per i sistemi critici dei paesi e per il mondo reale, come le centrali elettriche, atomiche, gli ospedali e tutto quello che ci circonda che si trova online.

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I funzionari a Washington all’epoca non compresero il rischio e non sono riusciti ad affrontare con forza questi problemi mentre i problemi si diffondevano nel cyberspazio, una vasta nuova frontiera di opportunità e illegalità.

I membri di L0pht scoprirono un modo per violare la crittografia proteggendo le password degli utenti per il sistema operativo Windows.


Peiter C. Zatko, meglio conosciuto come Mudge.

Mudge ha pubblicamente rimproverato Microsoft per quella che ha chiamato “crittografia dell’asilo”. Il membro di L0pht Dildog ha sviluppato un programma con un altro gruppo di hacker, chiamato Cult of the Dead Cow, per controllare a distanza le reti degli uffici che eseguono software Microsoft. Il nome, una parodia del popolare programma “BackOffice Server 2000” dell’azienda, era “Back Orifice 2000”; il materiale promozionale presentava un logo altrettanto grezzo.

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Mudge è stato responsabile delle prime ricerche su un tipo di vulnerabilità di sicurezza nota come buffer overflow. Nel 1995 ha pubblicato “How to Write Buffer Overflows“, uno dei primi articoli sull’argomento. Ha pubblicato alcuni dei primi avvisi di sicurezza e ricerche che dimostrano le prime vulnerabilità in Unix come l’iniezione di codice, attacchi di canale laterale e fughe di informazioni, ed è stato un leader nel movimento di divulgazione.

È stato l’autore iniziale degli strumenti di sicurezza L0phtCrack, AntiSniff e l0phtwatch.

Fonte