La digitalizzazione nella sanità ha preso piede grazie all’accelerazione dovuta alla pandemia, ma non tutti i cittadini italiani sono in grado di sfruttare appieno le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
L’ADOC Marche e la UIL Pensionati Marchehanno organizzato due giornate di formazione per gli anziani sui temi della solidarietà digitale, con l’iniziativa “A scuola di smartphone”.
L’obiettivo è ridurre il divario digitale tra le generazioni e aiutare gli anziani a utilizzare in modo consapevole gli strumenti digitali, evitando così di incappare in truffe o esperienze spiacevoli. L’esperto informatico Paolo Peli ha guidato gli incontri a Jesi e Ascoli Piceno, fornendo spiegazioni pratiche su whatsapp, E-mail, App e Spid.
La presidente della UIL Pensionati Marche, Marina Marozzi, ha sottolineato l’importanza di superare le difficoltà nell’uso delle tecnologie informatiche, anche in vista dell’identità digitale utilizzabile tramite smartphone.
Secondo il Digital Economy and Society Index (DESI), l’Italia si trova al ventesimo posto su 27 paesi europei in termini di digitalizzazione dell’economia e della società. Il fattore che più incide su questa posizione è il “capitale umano”, ovvero le competenze digitali sia avanzate che di base.
Questo rappresenta una barriera potenziale all’accesso ai servizi digitali, soprattutto per le fasce di popolazione più anziane. Per approfondire l’argomento, i ricercatori della Scuola Superiore Universitaria Sant’Anna di Pisa hanno condotto uno studio sulla propensione degli anziani ad utilizzare i servizi digitali nel contesto delle aree interne di quattro regioni italiane.
Fonte “Analisi preliminari sull’indagine “Anziane, anziani e tecnologia” promossa dal Sociotech lab dello SPI CGIL”
Lo studio ha evidenziato che, nonostante un certo scetticismo iniziale, gli anziani sono disposti ad utilizzare i servizi digitali sanitari, purché essi siano semplici da utilizzare, intuitivi e siano supportati da una rete di assistenza dedicata.
In generale, gli anziani hanno mostrato una forte propensione ad utilizzare robot e automazione per svolgere alcune attività quotidiane, come ad esempio la pulizia della casa o la preparazione dei pasti. Secondo gli autori dello studio, l’utilizzo di robot e automazione potrebbe contribuire a migliorare la qualità della vita degli anziani, in particolare per coloro che vivono da soli o che hanno difficoltà ad eseguire alcune attività quotidiane.
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In conclusione, il rapporto degli studiosi della Scuola Sant’Anna di Pisa dimostra che gli anziani non sono ostili all’utilizzo delle tecnologie digitali e delle innovazioni, ma necessitano di supporto e di servizi dedicati per superare la barriera dell’alfabetizzazione digitale e sfruttare appieno le opportunità offerte dalla digitalizzazione della sanità e della società in generale.
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