L’Università di Tokyo ha sviluppato un robot umanoide unico chiamato Alter3. La caratteristica distintiva è una migliore comunicazione non verbale. Il robot può assumere varie pose durante una conversazione con l’utente, imitando realisticamente il comportamento umano.
Ciò è reso possibile dall’utilizzo del grande modello linguistico GPT-4 di OpenAI. Ovviamente non sembra bello come l’analogo di Tesla. Ma è comunque un approccio unico allo sviluppo che aiuterà a rendere i robot più umani e adattarli alla vita in società.
Alter3 utilizza OpenAI per riprodurre dinamicamente una varietà di pose, senza la necessità di pre programmare ogni movimento nel database. Tutto avviene quasi in tempo reale.
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Secondo il documento di ricerca del team, pubblicato sulla rivista di ricerca arXiv, “la capacità di Alter3 di rispondere ai contenuti conversazionali attraverso espressioni facciali e gesti rappresenta un progresso significativo nel campo dei robot umanoidi”.
Le applicazioni del LLM nei robot si sono tradizionalmente concentrate sul miglioramento delle capacità comunicative di base e sulla simulazione di risposte realistiche. I ricercatori stanno inoltre esplorando il potenziale della tecnologia per aiutare i robot a comprendere ed eseguire istruzioni complesse, aumentandone l’autonomia e la funzionalità.
Ad esempio, un essere umano potrebbe ordinare ad Alter3 di “fare un selfie con il tuo iPhone”, dopodiché il robot chiederebbe consiglio a GPT-4 su cosa fare e il modello linguistico lo tradurrebbe in codice Python, consentendo al robot di creare le mosse facciali necessarie.
Alter3 al momento è in grado di controllare solo la parte superiore del corpo, mentre la parte inferiore rimane immobile. Questo robot è la terza iterazione della serie Alter di robot umanoidi dal 2016, possiede 43 attuatori per controllare le espressioni facciali e i movimenti degli arti.
In studi precedenti, Alter3 ha dimostrato la capacità di replicare le pose umane utilizzando una fotocamera e la struttura OpenPose, regolando le sue articolazioni per imitare i movimenti osservati.
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I progressi compiuti finora dagli scienziati aprono nuove opportunità per studiare le capacità di imitazione nei robot, in particolare utilizzando tecnologie LLM avanzate. Chissà quali comandi impareranno a eseguire i robot con GPT-5.
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