Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
970x20 Itcentric
Crowdstrike 320×100
L’account di Ransomfeeed è stato bloccato su X: si tratta di un tentativo di censura?

L’account di Ransomfeeed è stato bloccato su X: si tratta di un tentativo di censura?

20 Dicembre 2023 08:08

Ransomfeed è un progetto monitoraggio degli attacchi ransomware internazionali tutto italiano che fornisce una dashboard di libera consultazione, con cui sono resi disponibili i dati delle rivendicazioni da parte dei vari gruppi dei cybercriminali.

In pratica si vuole rendere un servizio di disclosure ed informazioni, a beneficio anche di ricercatori, organizzazioni e giornalisti per una migliore comprensione dei trend dei pattern degli attacchi. Un modo incontrovertibile per indicare che il Cyber Re è nudo, con poco spazio alla retorica e molto più ai fatti.

Intenti che, ovviamente, sono più che condivisi anche da parte di Red Hot Cyber che ha sempre riportato come proprio motto che “La cybersecurity è condivisione. Riconosci il rischio, combattilo, condividi le tue esperienze ed incentiva gli altri a fare meglio di te”.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Questi giorni, però, l’account su X di @Ransomfeed risulta essere stato bloccato. Anzi: sospeso per violazione delle Regole di X.

Per capire cosa sia successo, abbiamo contattato direttamente Dario Fadda, uno dei promotori e responsabili del progetto che he detto: “Sostanzialmente quello che è successo a Ransomfeed è che (a detta di X) il social ha ricevuto una segnalazione di violazione dei ToS. A fronte di questa segnalazione avrebbero sospeso l’account. Ora, o quella segnalazione arrivava proprio da un account “forte”, oppure è più probabile arrivasse da un gruppo di segnalazioni fatte in contemporanea. La versione ufficiale è questa: segnalazione di account con motivazione non di contenuti dannosi ma riportando che questo account impersona qualcuno che già era stato bannato”.

Dopo il rigetto di una prima richiesta di riesame della sospensione, il team di Ransomfeed ha provveduto ad inoltrare un secondo appello alla piattaforma offrendo una verifica della genuinità dell’account, ancora in corso di valutazione da parte del team di moderazione.

Ovviamente ne attendiamo gli esiti, confidando che si possa riparare a quello che è un segnale piuttosto allarmante.

La censura verso chi fa disclosure degli incidenti

Premesso che fare disclosure degli incidenti genera fastidi perché non consente alla polvere di rimanere sotto a comodi tappeti. E perché no, in alcuni casi può attirare anche attenzioni poco piacevoli: da diffide, a interventi dissuasivi di varia natura. In questo caso c’è un fatto emblematico e già noto del forzare le funzioni di moderazione di un social per danneggiare un account “scomodo”.

Una censura in piena regola, peraltro avallata da parte di un’eccessiva leggerezza non tanto in ragione di un blocco preventivo in risposta (presumibilmente) a un determinato numero di segnalazioni, bensì del rigetto quasi immediato di ogni tentativo di appello con l’indicazione pedissequa della violazione di Terms of Service già valutata da un algoritmo. Ci si domanda dove vi sia l’intervento umano se questo si limita a quella che appare come una fin troppo facile adesione, ma è una tematica già nota e tristemente diffusa nei controlli interni dei social network.

Ulteriore punto di riflessione è come l’informazione in questo ambito possa essere, come spesso accade, oggetto di così facile censura. Che ciò avvenga per ritorsione o per trolling con il benestare delle regole di gestione della piattaforma, o altrimenti per una pretesa “tutela dell’immagine dell’organizzazione”, poco importa. Questa tematica dovrebbe allarmare e far riflettere chiunque si occupi di diritto, tecnologia e informazione, ma è necessario che ci siano competenza e sensibilità.

Altrimenti, è solo uno dei tanti casi di sospensione immotivata di un account. Nulla per cui valga la pena spendere troppe parole.

Ricordiamoci che l’esposizione delle vittime di ransomware è sì inevitabile per un servizio di disclosure, ma ciò avviene dopo la rivendicazione già svolta da parte dei cybercriminali. E il dark web non è certamente un luogo inaccessibile, come alcuni vorrebbero ancora raccontare all’interno dei propri maldestri tentativi di tacitare chi fa divulgazione su attacchi informatici.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Stefano Gazzella 300x300
Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
Aree di competenza: Privacy, GDPR, Data Protection Officer, Legal tech, Diritti, Meme
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Ucraina e Germania smantellano Black Basta? 2 arresti per ransomware, coinvolto un russo
Redazione RHC - 17/01/2026

Quando si parla di cybersecurity, non è raro imbattersi in notizie che sembrano prese da un film di fantascienza. Eppure, la realtà è ancora più sorprendente e a volte inquietante. La storia dei due cittadini…

Immagine del sitoCybercrime
Ritorna Gootloader più pericoloso che mai: il malware incastonato nello ZIP torna alla ribalta
Redazione RHC - 17/01/2026

Dopo un lungo periodo di silenzio, il malware downloader Gootloader è tornato alla ribalta. Lo scorso novembre il team di Huntress ha rilevato una nuova campagna che indicava il ritorno di uno sviluppatore precedentemente associato…

Immagine del sitoCybercrime
Attacco al Ministero dell’interno francese: Credenziali condivise via email e dati sottratti
Redazione RHC - 17/01/2026

Nel corso di un’audizione al Senato francese, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha illustrato in modo dettagliato le modalità del cyberattacco che ha colpito il suo dicastero, precisando fin da subito che parte delle informazioni…

Immagine del sitoVulnerabilità
Allarme Cisco: falla CVSS 10 consente RCE come root, attacchi in corso
Redazione RHC - 16/01/2026

Cisco ha confermato che una falla critica di sicurezza zero-day, che consente l’esecuzione remota di codice, è attualmente oggetto di sfruttamento attivo nei suoi dispositivi Secure Email Gateway e Secure Email and Web Manager. Questa…

Immagine del sitoInnovazione
Addio a Windows Server 2008! Microsoft termina definitivamente il supporto
Redazione RHC - 16/01/2026

Questa settimana ha segnato la fine di un’era: Microsoft ha finalmente terminato il supporto per Windows Server 2008, il sistema operativo basato su Windows Vista. Il sistema operativo server, nome in codice Longhorn Server, è…