“i tuoi dati non sono al sicuro” è il payoff sotto al logo di 8base, e già la premessa non sembra essere delle migliori.
Nel giugno di quest’anno, una nuova ondata di attacchi informatici organizzati dal gruppo criminale 8Base ha travolto il mondo. Gli hacker utilizzano il metodo della doppia estorsione: infettano i computer delle vittime con un ransomware che blocca l’accesso ai dati e quindi richiedono un riscatto per il loro ripristino.
Se la vittima si rifiuta di pagare, gli hacker minacciano di pubblicare le informazioni rubate sul loro sito di leak sul dark web.
Advertising
Il gruppo 8Base è apparso nel marzo 2022, ma fino a giugno 2023 ha effettuato pochi e insignificanti attacchi. Tuttavia, recentemente la loro attività è aumentata notevolmente e hanno iniziato ad attaccare molte aziende in vari settori. Finora, 8Base ha annunciato 35 vittime sul suo sito, a volte annunciando fino a sei nuove vittime in un solo giorno.
Anche l’Italia ha avuto molte vittime pubblicate sul loro data leak site che hanno visto i loro dati messi alla berlina dal gruppo di criminali informatici. Gli stessi hacker si definiscono “onesti e semplici pentester” e offrono alle aziende “le condizioni più leali” per la restituzione dei propri dati.
Attività di 8base da marzo 2022 (fonte VMware)
Secondo i ricercatori di VMWare del team Carbon Black (il link non funziona in quanto il team ha eliminato l’articolo poco dopo la sua pubblicazione), le tattiche di attacco di 8Base indicano che si tratta di una versione rinominata di un’altra ben nota banda di ransomware, molto probabilmente RansomHouse.
RansomHouse è un gruppo ransomware che afferma di non eseguire attacchi con la crittografia, ma collabora solo con altre operazioni ransomware per vendere i propri dati. VMware sospetta che 8Base sia un fork di RansomHouse.
Tali conclusioni sono state tratte a causa delle stesse note di riscatto utilizzate da entrambi i gruppi, nonché dello stile e del contenuto molto simili del testo sui rispettivi siti di violazione dei dati, dove anche le pagine delle FAQ sembrano essere copiate.
Advertising
Pagine FAQ identiche (RansomHouse a sinistra, 8Base a destra)
Tuttavia, non esiste una conferma affidabile della connessione tra 8Base e RansomHouse.
Non è raro che le bande di criminali informatici copino semplicemente richieste di riscatto, software, metodi e tattiche da altre bande per non perdere tempo a creare nuove partendo da zero.
Gli attacchi 8Base utilizzano una versione modificata del ransomware Phobos v2.9.1, che viene caricato tramite SmokeLoader. Phobos è un ransomware mirato per Windows che ha colpito per la prima volta nel 2019 e condivide anche molte somiglianze con un altro codice ransomware, Dharma.
Durante l’attacco, il virus, lanciato dagli operatori di 8Base, aggiunge l’omonima estensione “.8base” a tutti i file cifrati. L’esperto di ransomware Michael Gillespie ha riferito che il ransomware Phobos utilizzava anche un’estensione “.eight” simile per i file crittografati.
Inoltre, entrambi i programmi, Phobos e 8Base, utilizzano lo stesso indirizzo e-mail per contattare gli aggressori – “helpermail@onionmail[.]org”, il che porta anche ad alcune riflessioni sulla connessione di queste operazioni dannose.
Un’altra scoperta degna di nota degli analisti di VMware è che 8Base utilizza il dominio “admlogs25[.]xyz” per ospitare un payload associato a SystemBC, un software proxy dannoso utilizzato da diversi gruppi ransomware per offuscare l’infrastruttura C2 .
Tutti questi risultati dei ricercatori mostrano che gli operatori 8Base hanno effettuato attacchi di crittografia per almeno un anno, ma solo di recente hanno attirato l’attenzione dopo il lancio del loro sito di violazione dei dati e un’impennata dell’attività.
8Base sta appena iniziando ad attirare l’attenzione degli analisti, quindi molti aspetti della loro natura tecnica rimangono sconosciuti o poco chiari. Il rapporto VMware contiene anche indicatori di compromissione (IoC) che altri professionisti della sicurezza informatica possono utilizzare per proteggere i propri sistemi, anche se al momento mentre scriviamo questo articolo non risulta disponibile.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza:Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.