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Autostrade per L’Italia, ATAP e TTE nelle mira degli hacktivisti filorussi nel Secondo Giro di Attacchi all’Italia

8 Maggio 2024 09:37

Secondo giorno di attacchi informatici diffusi verso le infrastrutture italiane scagliati dagli hacktivisti di NoName057(16). Si riparte con nuovi attacchi di Distributed Denial-of-Service (DDoS).

Oggi nelle mira del gruppo filorusso ci sono:

  • ATAP – Compagnia di autobus di Torino
  • TTE – società di trasporto pubblico
  • Autostrade per l’Italia

Alcuni dei siti sono in disservizio, alcuni hanno il geo-blocking attivo, come riportato sul canale Telegram degli hacktivisti.

Ricordiamo che NoName057(16) è un gruppo di hacker che si è dichiarato a marzo del 2022 a supporto della Federazione Russa. Hanno rivendicato la responsabilità di attacchi informatici a paesi come l’Ucraina, gli Stati Uniti e altri vari paesi europei. Questi attacchi vengono in genere eseguiti su agenzie governative, media e siti Web di società private.

Nell'ambito di un attacco congiunto stiamo ibernando alcuni altri siti italiani

❌ATAP - Compagnia di autobus di Torino (chiuso da geo)
check-host.net/check-report/191a23a4k3b4

❌TTE - società di trasporto pubblico (morto su ping)
check-host.net/check-report/191a4052kced

❌Autostrade per l'Italia - società che si colloca tra le prime in Europa nella costruzione e gestione di autostrade a pedaggio(dead on ping)
check-host.net/check-report/191a442fke9c

Segui us➡️Russian versione|Progetto DDoSia|Canale di riserva
Insieme ai nostri colleghi continuiamo a distruggere le infrastrutture di trasporto italiane😈

❌CTM - l'azienda di trasporto pubblico di Cagliari (chiusa da geo)
check-host.net/check-report/191883bdk9c5

❌ATB - Azienda di autobus di Bergamo
check-host.net/check-report/1919b7fek38f

❌Autorizzazione
check-host.net/check-report/1919bff3ka61

Autorizzazione
check-host.net/check-report/1919c9edk89c

Подпишись➡️NoName057(16)|Progetto DDoSia
Mentre il leader supremo prestava giuramento in Russia, i nostri hacker hanno letteralmente colpito l'Occidente. Una serie massiccia di attacchi è stata condotta in Italia, è stato ottenuto l'accesso a 100.000 siti web, le telecamere a circuito chiuso in tutta l'Ucraina sono state violate in massa, l'infrastruttura di rete del Baltico è stata umiliata e le orecchie dei programmatori finlandesi sono state svitate. 

Il video mostra chiaramente come è avvenuto il tutto. 

Bellissimi cyber-combattenti. 

Lavorate sodo e, cosa più piacevole, li annientate❤️. Qui sotto ci sono i nostri eroi. 

Sui loro canali potete vedere in dettaglio come hanno finito gli occidentali.

Geo Blocking

Il geolocking – anche noto come geoblocking – è una tecnica utilizzata per limitare l’accesso a contenuti online in base alla posizione geografica dell’utente. In pratica, il geolocking impedisce agli utenti (o a dei bot malevoli) di accedere a determinati contenuti o servizi online a meno che non si trovino in una determinata area geografica o regione specifica.

Nel caso degli attacchi DDoS, abilitare il geolocking significa ridurre la potenza di attacco dei computer infetti che inviano richieste malevole verso il server target. Ne deriva che da una specifica posizione geografica non sarà più possibile accedere al servizio (sito web) sia da un client lecito che da uno illecito (bot).

Che cos’è un attacco Distributed Denial of Service

Un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) è un tipo di attacco informatico in cui vengono inviate una grande quantità di richieste a un server o a un sito web da molte macchine diverse contemporaneamente, al fine di sovraccaricare le risorse del server e renderlo inaccessibile ai suoi utenti legittimi.

Queste richieste possono essere inviate da un grande numero di dispositivi infetti da malware e controllati da un’organizzazione criminale, da una rete di computer compromessi chiamata botnet, o da altre fonti di traffico non legittime. L’obiettivo di un attacco DDoS è spesso quello di interrompere le attività online di un’organizzazione o di un’azienda, o di costringerla a pagare un riscatto per ripristinare l’accesso ai propri servizi online.

Gli attacchi DDoS possono causare danni significativi alle attività online di un’organizzazione, inclusi tempi di inattività prolungati, perdita di dati e danni reputazionali. Per proteggersi da questi attacchi, le organizzazioni possono adottare misure di sicurezza come la limitazione del traffico di rete proveniente da fonti sospette, l’utilizzo di servizi di protezione contro gli attacchi DDoS o la progettazione di sistemi resistenti agli attacchi DDoS.

Occorre precisare che gli attacchi di tipo DDoS, seppur provocano un disservizio temporaneo ai sistemi, non hanno impatti sulla Riservatezza e Integrità dei dati, ma solo sulla loro disponibilità. pertanto una volta concluso l’attacco DDoS, il sito riprende a funzionare esattamente come prima.

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Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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