LockBit, nella pubblicazione del 5 settembre, aveva reso disponibili dei samples, che mostravano il contenuto delle directory in possesso dei criminali informatici, dati esfiltrati dall’interno delle infrastrutture IT del comune.
I dati in questione erano veramente tanti, anche se non veniva specificata ne la loro dimensione e ne la quantità di denaro richiesta come riscatto.
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Ora LockBit pubblica i dati e in questo articolo analizzeremo il loro contenuto.
Ricordiamo a tutti che l’accesso alla rete onion e al download dei dati (attraverso TOR Browser) è praticabile da chiunque, anche se non dotato di particolari competenze in materia. Ciò significa che tali dati sono accessibili da qualsiasi persona che sappia normalmente utilizzare un PC.
Cosa contengono i dati del Comune di Gorizia
Accedendo al data leak site (DLS) di Lockbit, ci troviamo di fronte alla consueta interfaccia di “directory listing” dove viene riportata l’alberatura dei dati esfiltrati in questo caso dal Comune di Gorizia.
Directory browsing presente sul sito di Lockbit che consente di esplorare i file pubblicati
Andando ad analizzare i dati, possiamo sintetizzare di aver visto:
Informazioni sugli uffici di Anagrafe, Cimitero, Protocollo, Elettorale, ecc…
Informazioni sul COVID
Corte dei Conti
I dati sono veramente moltissimi, pertanto la nostra analisi non è stata particolarmente approfondita. Stiamo parlando infatti di 268.000 files per un totale di 53 GB di dati liberamente visionabili e scaricabili dal sito di LockBit.
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Passaporti di minori provenienti dall’Ucraina in caricoCarte di identitàNomi, cognomi, numeri telefonici e contatti email dei consiglieri del comuneRicerca nella lista dei file per la stringa “elenco telefonico”Macrostruttura del comune di GoriziaAutorizzazioni alla tumulazioneRichieste al ministero dello sviluppo economicoDate di nasciate e indirizzi di residenza
Insomma, si parla di veramente tanti dati che fanno comprendere con precisione il funzionamento interno del Comune di Gorizia.
Approfondisci il Dark Web con gli articoli di RHC
Il dark web è il contenuto del World Wide Web che esiste sulle darknet. Si tratta di reti overlay che utilizzano Internet ma richiedono software, configurazioni o autorizzazioni specifiche per l’accesso. Attraverso il dark web, le reti di computer private possono comunicare e condurre affari in modo anonimo senza divulgare informazioni identificative, come la posizione di un utente. Il dark web costituisce una piccola parte del deep web, la parte del web non indicizzata dai motori di ricerca web, anche se a volte il termine deep web è erroneamente usato per riferirsi specificamente al dark web. Scopriamo di più con gli articoli di Red Hot Cyber.
LockBit è una cyber gang criminale che adotta il modello ransomware-as-a-service (RaaS), anche se la sua struttura presenta variazioni che la differenziano da un tipico modello di affiliazione.
LockBit ransomware è un malware progettato per bloccare l’accesso degli utenti ai sistemi informatici in cambio di un pagamento di riscatto. Questo ransomware viene utilizzato per attacchi altamente mirati contro aziende e altre organizzazioni e gli “affiliati” di LockBit, hanno lasciato il segno minacciando le organizzazioni di tutto il mondo di ogni ordine e grado.
Si tratta del modello ransomware-as-a-service (RaaS) dove gli affiliati depositano del denaro per l’uso di attacchi personalizzati su commissione e traggono profitto da un quadro di affiliazione. I pagamenti del riscatto sono divisi tra il team di sviluppatori LockBit e gli affiliati attaccanti, che ricevono fino a ¾ dei fondi del riscatto.
E’ considerato da molte autorità parte della famiglia di malware “LockerGoga & MegaCortex”. Ciò significa semplicemente che condivide i comportamenti con queste forme consolidate di ransomware mirato ed ha il potere di auto-propagarsi una volta eseguito all’interno di una rete informatica.
LockBit è una cyber gang che restite da molto tempo nel mercato delle affiliazioni RaaS rinnovandosi costantemente. Ha iniziato le sue operazioni a settembre 2019 chiamandosi ABCD per poi cambiare il suo nome in Lockbit. Successivamente il marchio è stato rinominato in LockBit 2.0 apportando diverse novità e a giugno 2021, sono stati apportati dei cambiamenti introducendo la piattaforma Lockbit 3.0.
LockBit 3.0 introduce diverse novità, come una piattaforma di bug-hunting relativa alle infrastrutture utilizzate dalla gang, l’acquisto di criptovaluta, una nuova sezione per gli affiliati e ulteriori modi per monetizzare che possono essere sintetizzate in:
Estensione del “countdown”: la vittima può pagare dei soldi per estendere il countdown per la pubblicazione dei dati;
Distruzione di tutte le informazioni: la vittima può pagare per distruggere tutte le informazioni esfiltrate dalla sua organizzazione;
Download dei dati in qualsiasi momento: la vittima può pagare per ottenere l’accesso al download esclusivo di tutti i dati esfiltrati dell’azienda.
Ovviamente il costo per ogni tipologia di “servizio” è differente e si può pagare in Bitcoin o in Monero.
Le vittime di LockBit in Italia.
Lockbit, ha già colpito numerose organizzazioni sia pubbliche che private in Italia, in tutte e tre le varianti ransomware rilevate. Facendo riferimento alle organizzazioni private delle quali abbiamo parlato su Red Hot Cyber troviamo:
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
Sono ufficialmente aperte le adesioni al Program Sponsor della Red Hot Cyber Conference 2027, la sesta edizione dell’evento annuale gratuito promosso dalla community di Red Hot Cyber per diffondere cultura, competenze e consapevolezza sui temi della cybersecurity, dell’innovazione e delle tecnologie digitali. La Conference si terrà a Roma, martedì 18 e mercoledì 19 maggio 2027, presso l’Auditorium del Seraphicum, nel cuore del quartiere EUR, con una giornata dedicata ai workshop pratici e alle attività tecniche e una seconda giornata interamente dedicata alla conferenza.
Anche per il 2027, le aziende potranno scegliere di sostenere concretamente il progetto attraverso il Program Sponsor, partecipando alla crescita di un appuntamento che mette in relazione professionisti, aziende, istituzioni, studenti, ricercatori e appassionati di tecnologia. Il programma prevede la possibilità di aderire come Sponsor Sostenitore, una formula pensata per le aziende che desiderano essere tra le prime realtà a credere e contribuire alla realizzazione della nuova edizione, oppure attraverso i tre consueti livelli di sponsorizzazione Platinum, Gold e Silver. Ogni livello di sponsorizzazione acquistato, sarà accompagnato da un pacchetto Advertising, con l'opportunità di visibilità attraverso articoli, banner e contenuti all’interno del circuito editoriale di Red Hot Cyber.
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