La botnet, che i ricercatori rintracciano con l’identificatore IZ1H9, ha recentemente acquisito tredici nuovi exploit per attaccare router Linux, nonché dispositivi di D-Link, Zyxel, TP-Link, TOTOLINK e altri produttori.
Questa variante di Mirai è stata scoperta per la prima volta nell’agosto 2018 ed è una delle più attive: sfrutta le vulnerabilità senza patch dei dispositivi IoT per infettarli e utilizzarli per lanciare attacchi DDoS.
Secondo gli esperti di Fortinet, il picco degli attacchi IZ1H9 si è verificato nella prima settimana di settembre, quando il numero di tentativi di hacking dei dispositivi vulnerabili ha raggiunto le decine di migliaia.
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I ricercatori elencano che in totale la botnet IZ1H9 utilizza più di 30 exploit nei suoi attacchi per le seguenti vulnerabilità risalenti al 2013-2015:
Router Prolink PRC2402M – CVE non specificato relativo a /cgi-bin/login.cgi (il payload associato ad esso non funziona).
Una volta sfruttata una delle vulnerabilità elencate, sul dispositivo viene consegnato il payload IZ1H9, che contiene un comando per ottenere il loader di script della shell l.sh da un URL specifico. Una volta eseguito, questo script rimuove i log per nascondere attività dannose e quindi recupera client bot personalizzati per diverse architetture.
Successivamente, lo script modifica gli iptables del dispositivo infetto per rendere difficile la connessione a determinate porte e per rendere difficile la rimozione del malware dal dispositivo. Il malware stabilisce quindi una connessione con il proprio server di comando e controllo e attende nuovi comandi, tra cui attacchi DDoS tramite UDP, UDP Plain, HTTP Flood e TCP SYN.
Fortinet avverte inoltre che IZ1H9 dispone di un elenco di dati di account codificati, che utilizza per eseguire attacchi di forza bruta. Questo metodo viene utilizzato per diffondere una minaccia ai dispositivi vicini o autenticare i dispositivi IoT per i quali il malware non dispone di un exploit funzionante.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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