Gli aggressori stanno attivamente sfruttando la vulnerabilità CVE-2023-1389 nei router Wi-Fi TP-Link Archer A21 (AX1800), scoperta durante la competizione Pwn2Own lo scorso dicembre. I dispositivi compromessi con successo vengono utilizzati per effettuare attacchi DDoS.
Questa vulnerabilità è stata dimostrata per la prima volta al Pwn2Own Toronto 2022, quando due team separati hanno violato un dispositivo utilizzando diversi approcci di attacco (è stato effettuato l’accesso alle interfacce LAN e WAN). Gli sviluppatori di TP-Link hanno risolto il problema nel marzo 2023 con il rilascio del firmware 1.1.4 Build 20230219.
Come riportano ora gli organizzatori di Pwn2Own della Trend Micro Zero Day Initiative (ZDI), i tentativi di sfruttare questo bug sono iniziati l’11 aprile 2023, prima concentrati sui dispositivi dell’Europa orientale, e poi diffusi in tutto il mondo.
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Il CVE-2023-1389 (punteggio CVSS di 8,8) è una vulnerabilità di iniezione di comandi non autenticati nelle impostazioni locali dell’API dell’interfaccia Web dei router TP-Link Archer AX21. La fonte del problema è la mancanza di sanificazione dell’input, che consente agli aggressori remoti di iniettare comandi che alla fine verranno eseguiti sul dispositivo.
Gli hacker potrebbero sfruttare la vulnerabilità inviando una richiesta appositamente predisposta al router contenente il payload come parametro del paese, quindi una seconda richiesta che comporta l’esecuzione di uno specifico comando.
ZDI riferisce che la botnet Mirai sta attualmente sfruttando la vulnerabilità, utilizzandola per ottenere l’accesso ai dispositivi. Il malwarescarica quindi un payload appropriato per l’architettura del router per includere il dispositivo nella botnet.
Questa particolare versione di Mirai è incentrata sull’organizzazione di attacchi DDoS sui server di gioco e, in particolare, ha la capacità di lanciare attacchi al Valve Source Engine (VSE).
Un altro aspetto interessante di questa versione di Mirai è che il malware può imitare il traffico di rete legittimo, il che rende più difficile per le soluzioni di sicurezza distinguere tra traffico dannoso e normale.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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