Secondo la società di sicurezza informatica ASEC, negli ultimi mesi gli aggressori della cybergang Trigona, che prende il nome dal genere delle api, hanno rapidamente intensificato gli attacchi contro server Microsoft SQL (MS-SQL) per distribuire payload ransomware.
I server MS-SQL vulnerabili vengono solitamente violati utilizzando il metodo forza bruta (attacco a dizionario), che consente di raccogliere le credenziali necessarie presenti sul sistema. Dopo essersi connessi con successo al server, gli aggressori lanciano il malware soprannominato “CLR Shell” dai ricercatori di sicurezza.
Secondo quanto riferito, è una variante del malware CLR Assembly che riceve comandi remoti dai malintenzionati ed esegue azioni dannose sull’host.
Advertising
La shell CLR viene utilizzata anche per raccogliere informazioni di sistema, riconfigurare un account compromesso ed elevare i privilegi a LocalSystem sfruttando una vulnerabilità nel servizio Windows Secondary Logon.
Nella fase successiva, gli aggressori installano ed eseguono un dropper come servizio, che viene quindi utilizzato per avviare ed eseguire il ransomware Trigona stesso. Ovviamente, gli hacker non dimenticano di aggiungere il processo Trigona all’avvio automatico del sistema, che garantisce che la crittografia continui correttamente anche dopo il riavvio del server.
Anche prima dell’avvio del processo di crittografia, il malware disabilita Ripristino configurazione di sistema ed elimina tutte le copie shadow del volume di Windows, rendendo impossibile il ripristino dei file senza la chiave di decrittazione.
Il ransomware Trigona, scoperto per la prima volta nell’ottobre 2022 dal MalwareHunterTeam, è noto per accettare i riscatti dalle vittime di tutto il mondo solo nella criptovaluta Monero.
Il programma crittografa tutti i file sui dispositivi delle vittime, ad eccezione dei file in determinate cartelle, comprese le directory Windows e Programmi, in modo da non bloccare il sistema. Prima della crittografia, Trigona carica anche tutti i file sul server degli aggressori in modo che la banda possa ricattare le proprie vittime, minacciando di mettere in vendita sul dark web i dati riservati rubati.
Advertising
Inoltre, il ransomware rinomina tutti i file crittografati con l’estensione “.locked” e vi incorpora l’ID della vittima (nome dell’azienda) e la chiave di decrittazione crittografata.
File crittografati e richiesta di riscatto
Il programma crea anche delle note di riscatto denominate “how_to_decrypt.hta” in ogni cartella con file crittografati.
Si può vedere che la cybergang non si è limitata ad un semplice file di testo, come avviene in altri programmi ransomware.
La nota contiene un collegamento per scaricare il browser Tor, un collegamento al sito delle negoziazioni con gli aggressori, nonché la chiave di autorizzazione necessaria per accedere al suddetto sito.
Richiesta di riscatto Trigona
Dall’inizio di quest’anno, secondo il servizio ID Ransomware di MalwareHunterTeam, ci sono già stati circa 200 attacchi da parte della banda di ransomware Trigona, il che rende il raggruppamento e lo strumento molto dannoso che sta rapidamente guadagnando terreno quantità di moto.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.