
Un gruppo di scienziati giapponesi ha deciso di scoprire come le persone si rapportano ai giudizi morali dell’intelligenza artificiale. I risultati del lavoro, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, sono stati sorprendenti. Si scopre che siamo più propensi a dare credito ad una intelligenza artificiale quando fornisce una valutazione positiva di qualcosa, soprattutto se contraddice l’opinione negativa di una persona.
Lo studio è stato condotto dal professor Hitoshi Yamamoto dell’Università di Risho e dal professor Takahisa Suzuki dell’Università di Tsuda. I ricercatori hanno preso in considerazione un difficile dilemma morale: se aiutare le persone con una cattiva reputazione. Queste situazioni sono spesso fonte di confusione, il che le rende ideali per imparare come prendiamo decisioni.
Sono stati condotti due esperimenti su volontari. La base era costituita da scenari di lavoro: ai partecipanti venivano mostrate situazioni ipotetiche in cui dovevano valutare le decisioni di due manager: una persona e un programma per computer. In ogni caso, i manager dovevano decidere se collaborare con un dipendente in base alla sua reputazione.
È stato scoperto un modello interessante: quando si tratta di decidere se collaborare con una persona in base alla sua reputazione, le persone in realtà si fidano di più dei giudizi dell’intelligenza artificiale. Questa caratteristica era particolarmente evidente quando l’algoritmo giustificava il rifiuto di prestare aiuto e la persona condannava tale comportamento.
I ricercatori ritengono che le persone considerino l’intelligenza artificiale un giudice più imparziale degli esseri umani, le cui decisioni potrebbero essere influenzate da pregiudizi e motivazioni nascoste. Questa conclusione è particolarmente importante ora che l’intelligenza artificiale sta penetrando sempre più profondamente nella nostra vita quotidiana e persino nella sfera della giustizia.
Finora, gli scienziati hanno osservato due fenomeni opposti nell’interazione delle persone con l’intelligenza artificiale: alcuni evitano gli algoritmi e non si fidano delle loro decisioni (“rifiuto algoritmico”), mentre altri accettano incondizionatamente qualsiasi verdetto della macchina (“ammirazione algoritmica”). Una nuova ricerca fa luce sulla natura di questi fenomeni e spiega come i dubbi sul giudizio morale di una situazione influenzino la propensione delle persone a fidarsi di una macchina.
I risultati dello studio forniranno supporto agli sviluppatori di sistemi di intelligenza artificiale nella creazione di algoritmi in grado di prendere decisioni informate tenendo conto di tutte le circostanze. Comprendere cosa guida il nostro atteggiamento nei confronti dell’intelligenza artificiale ci aiuterà a creare tecnologie che si integrino armoniosamente nella vita sociale.
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