
La ricerca di Kaspersky Lab sulla sicurezza online dei bambini ha rivelato tendenze allarmanti. Quasi un bambino su cinque intervistato si è pentito dei contenuti precedentemente pubblicati online. Queste pubblicazioni riguardavano informazioni personali sia sui bambini stessi che su altre persone.
Particolarmente preoccupante è il fatto che il 7% degli adolescenti di età compresa tra 11 e 17 anni ha ammesso di pubblicare sulle proprie pagine o di inviare a qualcuno in messaggi privati foto e video di natura molto personale o indecente. Questo comportamento pericoloso può essere oggetto di abusi da parte di aggressori che utilizzano tecniche di ingegneria sociale per creare fiducia nei bambini.
Nel tentativo di affermarsi nel cyberspazio, i ragazzi spesso forniscono un numero eccessivo di informazioni personali, il cosiddetto “oversharing”. Sui loro account sui social media, i ragazzi indicano i loro indirizzi di residenza, informazioni sui parenti e pubblicano fotografie personali e storie di vita.
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Tale eccessiva apertura può giocare uno scherzo crudele agli autori di contenuti, perché i truffatori possono utilizzare queste informazioni utilizzando metodi di ingegneria sociale per ottenere la fiducia di un bambino o ragazzo per estorcere denaro o dati. Inoltre, i giovani utenti possono imbattersi in online grooming: tentativi da parte di aggressori di instaurare con loro un rapporto di fiducia per ottenere foto, video privati o addirittura incontri nella vita reale. Se ci riescono, possono iniziare a ricattare il ragazzo.
Secondo i risultati del sondaggio, il 16% dei bambini ha riscontrato tentativi da parte di adulti sconosciuti di guadagnarsi la loro fiducia su Internet. Tuttavia, solo l’8% dei genitori è a conoscenza di questi casi, il che indica un livello insufficiente di fiducia e di comunicazione aperta tra bambini e genitori su questo tema.
L’azienda rileva inoltre che il 29% dei genitori non è a conoscenza delle informazioni personali pubblicate dai propri figli su Internet. Gli esperti esortano i genitori a costruire rapporti di fiducia con i propri figli in modo che, se si presentano minacce nel cyberspazio, i bambini non esitino a rivolgersi a loro per chiedere aiuto.
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