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Anonymous continua la sua guerra. Bloccati i siti dei colossi energetici russi.

L’operazione #tangodown entra sempre più nel vivo e il collettivo di hacktivisti di ANonymous stanno inanellando giorno dopo giorno gravi attacchi cyber alle infrastrutture della Russia come nel caso di pochi minuti fa.

Dopo la diffusione di un video nel quale il collettivo hacker avvisa il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin che il conflitto cibernetico è appena iniziato, alcuni account di Anonymous riportano che sono stati attaccati i colossi dell’energia Russa.

Sembrerebbe si tratti di Gazprom, Rosneft e Lukoil, ovvero le principali aziende che si occupano della gestione del gas e del petroli nel territorio Russo.

Il tweet riportato dall’account @YounesAnonymous riporta quanto segue:

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Caro #Russia , controllerai i tuoi compressori a gas e ci farai sapere? 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

Linkando un video dell’account @xxNB65 che dice:


Sembra che lo stato russo abbia avuto un piccolo problema con il compressore del gas. Qualcuno può dire perdite di gas, ventole spente, configurazioni/profili cancellati, accesso al file system e un inevitabile spegnimento? #Ukraine


Il collettivo di hacker ha rivendicato inoltre di aver reso irraggiungibili dall’invasione dell’Ucraina circa 300 siti internet di compagnie, banche e media statali russi tra cui quelli dei colossi energetici e, apparentemente, quello dell’agenzia stampa Tass.

Ovviamente occorre far attenzione tra propaganda e realtà, in quanto, come abbiamo visto, la Russia ha smentito l’attacco al Ministero della Difesa di qualche giorno fa riportando che i dati pubblicati erano di una vecchia perdita e che le informazioni sensibili dei militari non possono essere esposte da un sito web da legge russa.

Inoltre, gli attacchi sferrati ai 300 suti sono principalmente DDoS, i quali hanno causato un disservizio da parte dei siti momentaneo.