Nella giornata di oggi, Hunters International pubblica i primi samples che attestano la violazione informatica delle infrastrutture IT della USL di Modena. Ricordiamo che l’ammontare della richiesta di riscatto è pari a 3 milioni di dollari.
Post nel data leak site di Hunters International, dove si vede lo sblocco della seziona samples
All’interno del sito, viene sbloccata la sezione “Some Random Files (Samples)”, che consente all’utente di visionare alcuni file presenti all’interno della totalità dei dati esfiltrati. La totalità dei dati esfiltrati ammonta a 954,7 GB.
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Cliccando sul tasto “view” veniamo riportati in una finestra dove sono presenti una serie di link che permettono di scaricare una serie di documenti. Di seguito viene riportata la maschera che consente l’accesso ai documenti “samples” pari a 85,2 MB.
La comunicazione della USL di Modena
E’ stato pubblicato recentemente dalla USL di Modena una “Comunicazione in merito ai dati personali ai sensi dell’articolo 34 del GDPR a seguito di attacco hacker” all’interno del sito internet dell’azienda ospedaliera che riportava che al momento “non sono note perdite di dati personali nè sottrazioni indebite degli stessi dovute all’attacco hacker avvenuto in data 28/11/2023 ai propri sistemi informatici”
Purtroppo nella giornata di oggi tale pagina è stata oscurata e al momento riporta che “Le informazioni sono in corso di aggiornamento”. L’ultimo aggiornamento è di oggi 13 dicembre alle 13:00.
Cosa contengono i samples?
Siamo andati nelle underground ad analizzare i samples pubblicati da Hunters International e possiamo riportare che i dati contengono:
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Dati personali (Nome, cognome, Codice Fiscale e data di nascita);
Cartelle cliniche di pazienti;
Elenco di strumentazioni donate all’ospedale;
Prenotazioni mediche;
Relazioni di pronto soccorso per alcuni pazienti;
Presentazioni Power Point su sistemi utilizzati dalla USL;
Costi sostenuti dall’ospedale per apparecchiature.
Di seguito alcune print screen anonimizzate che riportano i dati in possesso della cyber gang.
Nota Bene: l’accesso alle Darknet è praticabile da qualsiasi persona che sappia utilizzare normalmente un PC. Questo è importante portarlo all’attenzione in quanto molti sostengono che occorrano competenze tecniche specialistiche nei comunicati dopo la pubblicazione dei dati da parte delle cybergang ransomware.
Molto tempo fa riportammo anche che gli ospedali sarebbero divenuti “le galline dalle uova d’oro” per il cybercrime, in quanto il rischio non è solo inerente la sola perdita dei dati, ma coinvolge anche la vita delle persone. I criminali lo sanno bene che la velocità di azione di un ospedale risulta essenziale, ma sappiamo anche che gli ospedali hanno una ”postura cyber” da rivedere in modo profondo.
Purtroppo sono molte le organizzazioni ospedaliere colpite da incidenti di sicurezza e soprattutto attraverso il ransomware che risulta il vettore di attacco principalmente utilizzato.
Ritornando all’incidente della USL di Modena, i samples riportati riportano un quadro molto simile ad altri incidenti di sicurezza informatica. Tenendo conto che stiamo parlando di 85MB relativi ad un archivio di ben più grandi dimensioni (954GB), è presumibile che i dati contenuti faranno parlare.
Fino ad oggi, non siamo a conoscenza di intere cartelle cliniche dei pazienti esfiltrate come in questo caso. Visto che erano presenti 3 documentidi questa natura all’interno di un samples contenente 21 files, tutto lascia predisporre che nell’archivio di circa un TB ce ne saranno diverse.
Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda che saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
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Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza:Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.