
Nelle ultime ore, l’amministrazione provinciale di Cosenza è stata sconvolta da un pericoloso attacco informatico.
Criminali informatici sconosciuti si sono infiltrati con successo nel sistema informatico della Provincia, criptando i dati al suo interno e richiedendo un riscatto per ripristinare il controllo del sistema. Questo evento ha scosso l’intera comunità, mettendo in evidenza l’importanza della sicurezza digitale nelle istituzioni pubbliche.
Dettagli dell’Attacco:
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L’attacco informatico, presumibilmente condotto tramite ransomware, ha colpito l’amministrazione provinciale di Cosenza, causando disagi e preoccupazioni per la sicurezza dei dati sensibili. Ancora non sono noti dettagli sul vettore di attacco utilizzato, ma l’infezione potrebbe essere stata causata da un click su un allegato malevolo.
Questo tipo di attacco è noto per limitare drasticamente l’accesso ai dati, rendendoli inaccessibili fino a quando non viene pagato un riscatto considerevole.
Reazioni dell’Amministrazione:
Il presidente provinciale, Rosaria Succurro, sindaco di San Giovanni in Fiore, ha riferito che, nonostante l’attacco, il cuore del sistema informatico non è stato compromesso.
Tuttavia, alcuni dati presenti su singoli PC sono stati criptati, creando notevoli disagi. Succurro ha anche affermato che l’amministrazione pubblica non avrebbe mai accettato di pagare il riscatto richiesto dai criminali informatici. Questa decisione riflette l’approccio deciso dell’ente pubblico di Cosenza nel non cedere alle richieste dei cyber criminali.
Lavoro per la Risoluzione delle Criticità:
Nonostante l’impatto dell’attacco informatico, l’amministrazione provinciale di Cosenza ha reagito prontamente. I tecnici informatici sono stati mobilitati sin dal lunedì mattina per affrontare le criticità e ripristinare l’accesso ai dati criptati.
Si prevede che il sistema tornerà alla sua piena funzionalità entro la fine della settimana, dimostrando la determinazione dell’ente pubblico nel gestire efficacemente questa situazione di emergenza.
Conclusioni:
L’attacco informatico criptato alla Provincia di Cosenza è un avvertimento della crescente minaccia rappresentata dai ransomware e dalla necessità di una sicurezza digitale robusta nelle istituzioni pubbliche.
La decisione di non pagare il riscatto da parte dell’amministrazione provinciale sottolinea l’importanza di difendere i dati sensibili a tutti i costi e di non incentivare il crimine informatico. Mentre il lavoro per risolvere le criticità è in corso, questo episodio richiama l’attenzione sull’urgente bisogno di rafforzare le misure di sicurezza cibernetiche a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica.
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