
Il Ministero cinese per la Sicurezza dello Stato (MSS) ha lanciato un serio avvertimento agli utenti di droni. È stato chiesto loro di vigilare e di non consentire la fuga di segreti di stato nel corso delle loro attività.
Le preoccupazioni del governo non sono arrivate all’improvviso: si sono già registrati diversi casi in cui proprietari di droni hanno involontariamente diffuso online informazioni di particolare importanza mettendo a repentaglio la sicurezza nazionale.
Uno dei casi clamorosi è la storia di un uomo rimasto in carcere per un anno intero. Ha fotografato la nave da guerra più recente e non ha resistito alla tentazione di mostrare le foto sui forum Internet.
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Non meno notevole è la storia di un filmatore aereo che voleva testare il suo drone fatto in casa in un’area riservata. Sebbene il radar militare abbia rilevato l’intruso, catturarlo è costato una fortuna, circa 16.500 dollari. Questo caso non solo ha evidenziato i rischi per la sicurezza dei voli non autorizzati, ma ha anche mostrato quanto possono costare ai contribuenti.
I piloti dovranno ora ottenere il permesso ufficiale per volare in aree riservate. Inoltre, tutti i lavori di rilevamento e mappatura geodetica richiedono ora un certificato speciale. In questo modo le autorità vogliono garantire il controllo sulla raccolta di dati geografici sensibili.
Particolare attenzione è riservata agli operatori stranieri: è loro assolutamente vietato svolgere qualsiasi lavoro utilizzando droni in Cina.
Il rafforzamento dei controlli sull’uso dei droni nel Regno di Mezzo fa parte di un programma globale per rafforzare le misure di controspionaggio. Questa tendenza è evidente anche negli Stati Uniti, dove il produttore cinese di droni DJI si trova ad affrontare la minaccia di un divieto.
Le autorità americane temono che i dati raccolti dalle macchine DJI possano finire in possesso del governo cinese. In risposta, l’azienda promette di implementare misure per migliorare la sicurezza, inclusa la modalità di archiviazione locale dei dati. Resta però aperta la questione dell’affidabilità dei droni cinesi.
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