Il Cross Site Scripting, chiamato anche XSS, è un tipo di attacco non diretto al server, come le SQL Injections, ma al client. Si tratta infatti di un attacco basato su JavaScript che viene eseguito nel browser dell’utente (Chrome, Firefox, internet Explorer, ecc) quando viene vistato un sito web.
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Potrebbe sembrare una tipologia di attacco poco utile, in quanto comunque il browser ha varie protezioni che proteggono la lettura dei file locali e impedisce varie azioni non sicure.
Però è una convinzione completamente sbagliata. Infatti il Cross Site Scripting può diventare un attacco veramente pericoloso, e con questo intendo che può essere non da meno degli attacchi diretti ai server.
Un esempio tipico di XSS riguarda il furto dell’ID di sessione che si trova dentro al cookie.
Ok, mi direte, ma come funziona? Cercherò di spiegarlo in modo semplice, partendo da come è fatta a grandi linee una pagina HTML.
La pagina HTML
Una pagina HTML non è altro che l’emulazione di una vera pagina di carta – una volta renderizzata – come ad esempio quella di un libro. Quindi conterrà alcuni elementi strutturali delle pagine, quali ad esempio:
titolo (o header)
paragrafo
immagine
eccetera
Ovviamente, per poter formattare tutto questo in modo appropriato, esiste un codice, che non viene visualizzato dal Browser ma viene “interpretato” per visualizzare la pagina in modo chiaro ed intuitivo.
Questo codice consente a chi realizza la pagina HTML di utilizzare una serie di “non dover scrivere un miliardo di parole per fee ogni pagina, si usano dei “tag”, ovvero degli abbreviativi, che servono appunto ad inserire questi elementi strutturali all’interno della pagina.
Ad esempio:
header 1 (il più grande) diventerà il tag <h1> e verrà chiuso dal tag </h1>. Tra i due tag di apertura e chiusura sarà scritto il titolo
paragrafo sarà <p>contenuto</p>
immagine sarà<img>
e così via
Le pagine HTML sono dinamiche
Passato il periodo “giurassico” del web, quando le pagine HTML erano statiche (web 1.0), si è passati successivamente all’utilizzo di ulteriore codice, per renderle dinamiche.
Una parte importantissima di una pagina HTML, che gli dà la cosiddetta “dinamicità” è il JavaScript, che è contenuto nel tag <script>.
Questi script che vengono eseguiti all’interno del browser dell’utente sono dei veri e propri “programmi” che danno varie istruzioni alla pagina. Possono animare la pagina stessa, aggiungere l’invio di dati statistici a server propri o esterni tramite chiamate HTTP, geolocalizzare l’utente, e fare un sacco di altre funzionalità, tra cui la gestione dei cookie fino a fare interi videogiochi.
Un esempio classico di codice JavaScript è il seguente:
<script>
alert("questo è un avviso che compare all'interno della pagina");
</script>
Stored Cross Site Scripting su un classico forum
I cookie invece sono dei semplici file di testo memorizzati nel browser che servono a mantenere persistenza di alcune informazioni dell’utente.
La pagina HTML può avere delle caratteristiche che una pagina in un foglio non può avere, come ad esempio una casella per scrivere un commento sotto ad un post, come i classici forum.
Quindi dopo aver scritto un commento in questa casella e aver cliccato “invia”, il contenuto che è stato scritto verrà elaborato dal server e diventerà il contenuto della pagina stessa.
È proprio qui che prendono forma, se lo sviluppo del codice non è stato fatto bene, i più letali “Stored XSS”, ovvero quei JavaScript malevoli che restano salvati all’interno della pagina.
Un esempio tipico di script XSS è quello che come dicevo prima ruba gli id di sessione.
L’id di sessione non è altro che una stringa casuale di molti caratteri che viene associata univocamente ad ogni utente che fa l’accesso all’area clienti, e serve per ricordare al server che l’utente è sempre lui o lei ad ogni cambio di pagina.
L’id di sessione viene memorizzato dentro il cookie con un formato simile a questo:
PHPSESSID=836383abt6393736hdv38ndh
Siccome JavaScript può manipolare i cookies, questi script XSS malevoli possono andare a prelevare l’id di sessione ed inviarlo tramite chiamata HTTP al server dell’hacker.
Quindi quando l’amministratore del forum farà login alla sua area di amministrazione e accederà alla pagina dove un altro utente ha inserito un XSS Stored, passerà involontariamente l’id di sessione all’hacker, che lo imposterà nel suo cookie e diventerà egli stesso stesso l’amministratore (come se rubasse il documento di identità).
Riepilogo dell’attacco precedente:
L’hacker scrive il codice del Javascript che invia l’id di sessione e lo inserisce in un post di una pagina del forum affetta da Cross Site Scripting di tipo Stored
L’amministratore si logga e visita quella pagina dove è presente il post contenente il JavaScript mlevolo
Il JavaScript malevolo impiantato nella pagina ruba il cookie dell’amministratore – in quanto gira sul browser dell’amministratore stesso – che poi invia tale cookie al server controllato dall’hacker
L’hacker una volta acquisito l’id di sessione diventa amministratore con il pieno possesso del server
Quindi non bisogna mai sottovalutare questo tipo di attacco.
Un esempio pratico
Ora facciamo un altro esempio e facciamo finta di avere una textarea per commentare un post dove andremo ad inserire il seguente codice:
Così facendo il server dell’attaccante riceverà tutti i cookie dell’utente loggato tramite richiesta HTTP GET, nel parametro c
Il modo migliore di proteggersi è quello di usare dei metodi di autenticazione sicuri (ad esempio Liveuser in PHP), settare attributi nel cookie tipo httpOnly che lo rende inaccessibile da JavaScript, e soprattutto filtrare i dati degli input con delle funzionalità presenti in molte librerie apposite create apposta con l’intendo di limitare questo tipo di hack.
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Davide Cavallini è un esperto sviluppatore senior specializzato in Laravel e JavaScript, con una notevole esperienza come penetration tester. La sua carriera è caratterizzata da un impegno nell'insegnamento e nella condivisione della sua conoscenza, contribuendo alla formazione di nuovi professionisti nel campo dello sviluppo software e della sicurezza informatica. La sua passione per la tecnologia lo spinge a rimanere sempre aggiornato e a esplorare nuove frontiere dell'informatica.
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