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Creata una AI capace di sviluppare un robot in modo indipendente. Gli scienziati la chiamano “evoluzione istantanea”

Creata una AI capace di sviluppare un robot in modo indipendente. Gli scienziati la chiamano “evoluzione istantanea”

29 Ottobre 2023 08:58

Un team di scienziati della Northwestern University ha creato la prima intelligenza artificiale (AI) unica del suo genere in grado di sviluppare robot in modo indipendente. Dando all’IA il comando di progettare un robot in grado di muoversi su una superficie piana, gli scienziati sono rimasti stupiti: il processo di evoluzione degli esseri viventi, durato miliardi di anni, è stato compiuto dall’IA in pochi secondi.

Una caratteristica distintiva di questa IA è la sua capacità di lavorare su un normale personal computer, creando progetti completamente nuovi. A differenza di altri sistemi di intelligenza artificiale, non richiede supercomputer potenti o enormi database.

Come osserva Sam Kriegman della Northwestern University, “Abbiamo creato un algoritmo che aggira i vicoli ciechi evolutivi senza fare affidamento sull’esperienza umana”. Kriegman ha definito il processo di progettazione rapida come “evoluzione istantanea”.


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Sorprendentemente, l’intelligenza artificiale stessa è giunta alla conclusione che il robot ha bisogno delle gambe per muoversi. Tuttavia, invece delle classiche quattro gambe, l’intelligenza artificiale ha inventato un design a tre gambe con una serie di altri elementi insoliti, inclusi i buchi nel corpo del robot.

“Quando le persone creano robot, spesso li realizzano a immagine e somiglianza di oggetti familiari. Ma l’intelligenza artificiale può offrire soluzioni completamente nuove”, afferma Kriegman.

Sebbene il primo robot AI possa muoversi solo lentamente, gli scienziati vedono un enorme potenziale in questa tecnologia. In futuro, tali robot potrebbero essere utilizzati per trovare persone sotto le macerie, riparare sistemi fognari o anche in medicina per diagnosticare e curare malattie a livello cellulare.

“L’unica cosa che ci trattiene dal creare questi nuovi strumenti e terapie è che non sappiamo come svilupparli. Fortunatamente, l’intelligenza artificiale ha delle idee su questo”, conclude Kriegman.

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