Il 26 aprile a Roma, presso la Direzione centrale della polizia criminale, si è svolta la cerimonia di inaugurazione e intitolazione, al dirigente generale Ilio Corti, della nuova sala C-SOC (Cyber Security Operations Center) all’interno del Servizio per il Sistema informativo interforze.
Ilio Corti, con il suo pensiero lungimirante nel contrastare il crimine avvalendosi della tecnologia, ha contribuito alla fondazione del Centro elaborazioni dati del ministero dell’Interno e successivamente ne è stato il direttore.
La nuova sala operativa, una struttura d’avanguardia, si occuperà di proteggere le banche dati interforze, da eventuali malfunzionamenti o da attacchi informatici, attraverso un complesso sistema di controlli e allarmi gestiti da software e operatori specializzati nell’analisi del funzionamento dei sistemi informatici.
La funzione del C-SOC è quella di vigilare sulla sicurezza dei sistemi informativi presenti nella Direzione centrale della polizia criminale, affinché tutte le informazioni possedute (sui documenti, sulle persone, sui veicoli) siano adeguatamente protette; nello stesso tempo garantisce la protezione dei dati personali per evitare che questi vengano dispersi.
Alla cerimonia, accolti dal capo della Polizia Lamberto Giannini, erano presenti il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Franco Gabrielli.

Il ministro Lamorgese, insieme ai figli del dirigente generale Ilio Corti, Maria Consolata e Giovanni, ha proceduto alla scopertura della targa del C-SOC e ha consegnato loro il decreto di intitolazione della Sala. Il Ministro ha quindi tagliato il nastro inaugurale che ha dato il via all’evento.
La presentazione è stata aperta dal vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, direttore centrale della Polizia criminale Vittorio Rizzi:
“Se in passato il rapporto tra sicurezza e privacy veniva visto come un gioco a somma zero, perché si riteneva che ai maggiori livelli dell’una corrispondevano più pesanti intrusioni nella sfera personale, la sfida che oggi ci aspetta è molto più complessa, dove invece sicurezza e protezione dei dati possono convivere secondo un principio più generale e consapevole di responsabilità, perché ad un più alto livello di sicurezza corrisponda anche un più alto livello di protezione dei dati personali”.
Dopo l’illustrazione delle nuove funzionalità di cui è dotata la sala, fatta dal direttore dell’Ufficio per la sicurezza dei dati Stefano Moni, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato:
“Questa sala, che oggi inauguriamo, ha come obiettivo principale la tutela della privacy dei cittadini. Le attività delle Forze di polizia non si insinuano nella riservatezza della vita quotidiana dei cittadini bensì operano per la tutela dei loro diritti fondamentali tra i quali rientra la protezione dei dati sensibili, che vengono gestiti per finalità di pubblica sicurezza. Il dottor Corti è stato un precursore e se oggi siamo qui è anche grazie all’intuizione che lui ha avuto molti anni fa, quando tecnologia e informatica non avevano l’importanza che hanno oggi”.
Fonte
https://www.poliziadistato.it/articolo/1360867e970fd31469338118
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