
Spionaggio al contrario?
Il 25 agosto entra in vigore la legislazione dell’UE per combattere gli effetti potenzialmente dannosi intadotti dai social media.
Le nuove regole, che fanno parte del Digital Services Act (DSA), le quali richiedono alle principali piattaforme come TikTok, Facebook e YouTube di aprire i loro sistemi al controllo della Commissione europea che vuole modernizzare la Direttiva sul commercio elettronico in relazione ai contenuti illegali, alla pubblicità trasparente e alla disinformazione.
“L’intera logica delle nostre regole è garantire che la tecnologia serva le persone e le società in cui viviamo, non il contrario. Il Digital Services Act porterà una significativa trasparenza e responsabilità delle piattaforme e dei motori di ricerca e darà ai consumatori un maggiore controllo sulla loro vita online. Le designazioni fatte oggi sono un enorme passo avanti per far sì che ciò accada”, spiega Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione Ue con delega al digitale.
Le sanzioni per il mancato rispetto delle nuove regole possono raggiungere il 6% del reddito annuo globale delle songole imprese. Questa decisione fa seguito a misure già adottate in altri paesi. L’esempio più eclatante è la Cina, che ha imposto restrizioni all’uso di Internet e dei social network per bambini e adolescenti.
Le piattaforme sotto sorveglianza saranno Alibaba AliExpress, Amazon Store, Apple AppStore, Booking.com, Facebook, Google Play, Google Maps, Google Shopping, Instagram, LinkedIn, Pinterest, Snapchat, TikTok, Twitter, Wikipedia, YouTube, Zalando. I due motori di ricerca sono Bing e Google Search che raggiungono almeno 45 milioni di utenti attivi mensili nell’Ue.
Inoltre, a luglio la Francia ha approvato una nuova legge che impone a piattaforme come TikTok di verificare l’età dei propri utenti e ottenere il consenso dei genitori per registrare chiunque abbia meno di 15 anni.
Lo scopo principale del DSA è dare alle autorità di regolamentazione dell’UE la possibilità di monitorare le grandi piattaforme Internet e introdurre meccanismi più severi per rimuovere “notizie false” e “contenuti offensivi”.
Allo stesso tempo, i giganti della tecnologia saranno ritenuti responsabili qualora siano rilevati contenuti illegali e dovranno rispettare determinati requisiti relativi di trasparenza.
La relazione tra l’uso dei social media e la salute mentale degli adolescenti rimane oggetto di dibattito.
Da un lato, gli studi negli Stati Uniti mostrano un aumento degli esiti psicologici negativi tra gli adolescenti, come ansia, depressione e problemi di autostima. Questa tendenza è particolarmente evidente tra le ragazze adolescenti.
D’altra parte, si ritiene che la tecnologia sia solo uno dei fattori che influenzano la salute mentale delle giovani generazioni.
Le piattaforme di social media hanno già iniziato ad adottare misure per attenuare le critiche introducendo vari strumenti di controllo parentale. Tuttavia, il nuovo DSA richiederà di più dalle aziende. Le piattaforme dovranno valutare l’impatto del loro design, algoritmi e pubblicità su varie questioni sociali come la protezione dei minori e il benessere mentale e proporre misure concrete per migliorare la situazione.
Tuttavia, rimangono delle domande: quanto si dimostreranno efficaci queste nuove regole e le grandi aziende tecnologiche saranno disposte a cambiare il loro modello di business nell’interesse della salute mentale dei loro utenti? Secondo l’esperto di politiche John Albert, mentre le nuove regole forniranno trasparenza negli algoritmi dei social media, non ci si dovrebbe aspettare cambiamenti drammatici nel prossimo futuro.
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