
La scorsa settimana, la compagnia aerea australiana Qantas ha avvertito i suoi piloti che alcuni aerei della compagnia hanno riscontrato una sorta di “interferenza del segnale radio” durante il sorvolo delle nazioni insulari della regione Asia-Pacifico. Secondo Qantas, l’aereo ha registrato strani messaggi radio, presumibilmente inviati da navi militari cinesi.
L’interferenza è stata osservata prevalentemente nel Pacifico occidentale e nel Mar Cinese Meridionale. La compagnia ha consigliato al suo equipaggio di continuare a muoversi lungo la rotta assegnata indipendentemente dall’interferenza, ma assicurati di segnalarlo all’autorità di controllo del traffico aereo.
L’organizzazione internazionale no-profit National Pilots’ Associations (IFALPA) ha dichiarato di essere a conoscenza della situazione. Secondo l’organizzazione, ad alcuni voli contattati da navi militari cinesi è stato addirittura consigliato di lasciare lo spazio aereo della regione.
Questo tipo di interferenza con le comunicazioni radio dell’aereo può, ovviamente, distrarre il pilota, ma un altro fatto è più inquietante. L’IFALPA ha tutte le ragioni per ritenere che sia possibile anche l’interferenza con le apparecchiature RADLT e GNSS. RADLT (altimetro) è un dispositivo che indica ai piloti l’esatta distanza dal suolo e GNSS è un sistema globale di navigazione satellitare.
Questo tipo di interferenze disorientano i piloti e possono portare addirittura allo schianto dell’aeromobile, soprattutto se le condizioni meteorologiche non consentono altri metodi di navigazione. In altre parole, la situazione è grave e piuttosto rischiosa per molte persone, costrette in un modo o nell’altro a volare nel suddetto spazio aereo in prossimità di navi da guerra.
Non si sa ancora con certezza se l’esercito cinese sia stato realmente coinvolto in questi incidenti. E anche se è così, non è chiaro quali motivazioni perseguano. L’agenzia sta ancora indagando.
Finora, IFALPA ha consigliato ai piloti che subiscono interferenze di non rispondere alle navi da guerra. Tuttavia, è necessario informarne i controllori e le competenti autorità di controllo del traffico aereo, nonché redigere tutti i rapporti necessari.
I sospetti sono caduti sulla Cina per un motivo. Di recente, la Cina ha stabilito un controllo abbastanza stretto sulle acque della regione Asia-Pacifico. Ad esempio, l’esercito cinese invia spesso avvertimenti alle navi straniere di stare alla larga dalle loro navi. Naturalmente, un simile atteggiamento provoca almeno diffidenza nei rapporti con la Cina.
David Panuelo, il presidente uscente degli Stati Federati di Micronesia, ha recentemente persino accusato Pechino di corruzione “dilagante”, spionaggio e altre tattiche volte a ottenere il controllo dei cavi sottomarini del Pacifico e delle infrastrutture di telecomunicazioni della nazione.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaLa mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…
Cyber NewsBETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…
Cyber NewsMentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…
VulnerabilitàÈ il nuovo fuzzing del futuro? Con ogni probabilità sarà un approccio combinato multi agente, dove le AI assieme al bug hunter saranno in grado di ridurre drasticamente i tempi di individuazione dei bug 0-day.…
InnovazioneVenerdì è emersa online una notizia capace di strappare un sorriso e, subito dopo, generare un certo disagio: il lancio di Moltbook, un social network popolato non da persone ma da agenti di intelligenza artificiale.…