Facebook e Ray-Ban creano Stories. Gli occhiali per stare sempre connessi.


Facebook oramai è onnipresente nelle nostre vite. Ci segue ovunque, vive nelle nostre tasche, è presente nelle nostre vite, ci salva dalla disimformazione e dal terrorismo, ascolta le nostre voci e sa tutto, ma proprio tutto di noi.


Facebook ci vuole davvero bene!



Ma la cosa che manca a Facebook per essere una vera "intelligenza artificiale completa", è la nostra vista e le nostre orecchie. A quel punto saremo un tutt'uno con Facebook, un'unica entità virtuale distribuita in tutto il pianeta (tranne qualche parte che conosciamo).


Ma su questo ci si sta lavorando fortemente, in quanto l'azienda ha creato i suoi primi "occhiali intelligenti", con un paio di fotocamere per scattare foto e video e un microfono e un altoparlante per ascoltare i podcast e un assistente vocale per farti fare tutto a mani libere.



Il concetto ha una forte somiglianza con gli Spectacles di Snapchat, ora alla terza generazione o il flop dei Google Glass.


Non è la prima volta che Facebook si ispira fortemente all'azienda più giovane, e anche il nome degli occhiali sembra mettere sale sulla ferita: sono stati chiamati Stories, apparentemente in omaggio al formato social inventato da Snapchat e dal suo fondatore, Evan Spiegel, e adottato con effetti rivoluzionari, prima su Instagram, poi su innumerevoli altri social network.



Gli occhiali intelligenti sono ora in vendita a circa 300 dollari, ma novità, gli occhiali in realtà non provengono affatto da Facebook.


L'azienda sta lavorando con Ray-Ban su un classico dei classici, il design dei Wayfarer su cui è stato modellato l'hardware. Infatti il dispositivo sarà prima di tutto marchiato come un prodotto Ray-Ban.



"La nostra missione è aiutare a creare strumenti che aiutino le persone a sentirsi connesse sempre e ovunque"

ha affermato Monisha Perkash di Facebook.


"Vogliamo creare un senso di presenza sociale, la sensazione di essere proprio lì con un'altra persona che condivide lo stesso spazio, indipendentemente dalla distanza fisica".

Perkash guida il team di prodotto presso la divisione Reality Labs dell'azienda, che ha l'obiettivo finale di creare veri occhiali per la "realtà aumentata", ovvero dei dispositivi che manterrebbero la promessa, che Google Glass non è riuscita a soddisfare, di mettere uno strato digitale sulla realtà stessa.


Perkash ha detto:


"mentre aspettiamo che la tecnologia sia abbastanza buona, ci concentriamo su ciò che possiamo abilitare in questo momento. Stiamo consegnando il primo paio di occhiali intelligenti che fondono forma e funzione".


Andrew Bosworth, il dirigente di Facebook che dirige Reality Labs, ha affermato che gli occhiali sono stati

"progettati per aiutare le persone a vivere il momento e a rimanere in contatto con le persone con cui stanno e con le persone con cui vorrebbero stare."

E ha aggiunto:

"Ray-Ban è stato a dir poco stellare in questa partnership e attraverso il loro impegno per l'eccellenza siamo stati in grado di offrire stile e sostanza in un modo che ridefinirà le aspettative degli occhiali intelligenti."

Quindi, poi non cominciamo a parlare di privacy.


Chi li compra dovrebbe accettare la seguente clausola "la privacy è morta da tempo, sappilo!".