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Gabrielli: privato e pubblico insieme per aumentare la resilienza del paese negli attacchi cyber.

Gabrielli: privato e pubblico insieme per aumentare la resilienza del paese negli attacchi cyber.

15 Aprile 2021 06:30

“È arrivato il tempo di creare un’agenzia che tratti in maniera olistica il tema della sicurezza cibernetica. Dobbiamo affrancarci da una modalità emergenziale”, queste le parole di Franco Gabrielli, autorità delegata ai servizi di informazione e sicurezza.

L’Italia “deve sviluppare nel Paese le capacità di resilienza, cioè di reggere e resistere di fronte a minacce e attacchi di varia natura. Un’esigenza oggi primaria”.

Aggiunge inoltre un pensiero profondo su quello che accade ai vertici dello stato, ovvero “non sempre colgo, a tutti i livelli, un’effettiva capacità di essere resilienti” sottolinea. Sulla cyber “dal 2017 il comparto intelligence ha svolto una funzione importante, anche se a mio avviso di supplenza. La definizione del perimetro di sicurezza cibernetica, i Dpcm di attuazione, i centri di valutazione, di certo è stato fatto molto”.

Infatti ora è necessario creare una struttura “fuori dal comparto intelligence, perché quest’ultima si occupa di un aspetto ma non della complessità della resilienza. Dobbiamo affrontare il tema in modo più strutturale”

Gabrielli sulla cyber rivendica il bisogno “di un salto di qualità tra pubblico e privato fondato su trasparenza e correttezza di rapporti”.

Si prevede ora “l’introduzione di un periodo di sperimentazione. Dobbiamo stare in ascolto delle esigenze dei soggetti destinatari. Altrimenti facciamo editti, grida manzoniane. E ci confermiamo il Paese delle leggi perfette rivelatesi inapplicabili”.

Di fatto è quello sostenuto da sempre da Red Hot Cyber.

La sicurezza informatica è una materia tecnica specialistica dove per calare in attuazione leggi e visioni olistiche, occorrono profonde conoscenze nella materia per poter passare all’attuazione e rendere il paese resiliente agli attacchi cyber.

Lo stato deve per forza fare “quadrato” con gli enti “privati” e le “accademie”, per poter istituire un consorzio capace di rendere più resiliente il paese e passare alla fase ItaliaOnCyber 2.0 oramai aspettata da anni da tutti noi.

In sintesi occorre fare quello che venne fatto nel 1960 negli Stati Uniti D’America quando il DARPA mise assieme aziende private, accademie e militari per costruire la rete più resiliente del mondo, ovvero Internet.

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