
Gli scienziati stanno sviluppando scarafaggi cyborg per cercare e salvare le persone dopo i terremoti. L’ingegnere Hirotaka Sato della Nanyang Technological University di Singapore, ispirato dal terremoto di Tokyo del 2011, sta lavorando per creare cyborg basati sugli scarafaggi del Madagascar (Gromphadorhina portentosa), dotati di elettrodi e sensori per cercare sopravvissuti sotto le macerie.
Questi insetti possono trasportare fino a 15 grammi di apparecchiature, comprese telecamere a infrarossi e processori in grado di rilevare persone viventi.
Il team di Sato può controllare a distanza gli scarafaggi, guidarli a sinistra, a destra e in avanti, oppure lasciarli muoversi autonomamente verso destinazioni programmate. Gli scienziati miglioreranno i sistemi di tracciamento e comunicazione in modo che i cyborg possano mostrare ai soccorritori dove si trovano le persone bisognose di aiuto.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Sato e i suoi colleghi lavorano nel campo della robotica bioibrida, che combina componenti tradizionali in metallo e plastica con tessuti biologici viventi.
Questo campo è all’avanguardia della scienza, poiché combina materiali biologici e sintetici. Alcuni ricercatori utilizzano piccole quantità di tessuti vivente, come le antenne delle falene che percepiscono gli odori o la pelle umana, per eseguire funzioni specifiche nei robot tradizionali.
I progetti più ambiziosi pongono le cellule viventi al centro della progettazione dei robot, mirando ad esempio a creare muscoli potenti e autoriparanti per muovere un robot.
Nonostante la varietà degli approcci, molti ricercatori si sforzano di sfruttare la natura per far avanzare la robotica. Tuttavia, si trovano ad affrontare seri ostacoli alla piena implementazione dei robot bioibridi .
Il team di Sato spera di implementare robot bioibridi e utilizzarli nelle zone disastrate entro i prossimi 3-5 anni. Stanno lavorando per migliorare la durata di funzionamento dei dispositivi, sperando in futuro di utilizzare l’energia solare o l’energia dell’emolinfa degli insetti, analoga al sangue degli invertebrati.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeIl gruppo LockBit, che molti avevano rapidamente liquidato dopo fallimenti e fughe di notizie di alto profilo, è tornato inaspettatamente sulla scena. Nell’autunno del 2025, ha presentato una nuova versione del suo ransomware, LockBit 5.0,…
VulnerabilitàUna vulnerabilità critica di esecuzione di codice remoto (RCE) zero-day, identificata come CVE-2026-20045, è stata scoperta da Cisco e risulta attivamente sfruttata in attacchi attivi. Cisco ha sollecitato l’applicazione immediata delle patch e il suo…
Cyber ItaliaC’è un equivoco comodo, in Italia: pensare che la cybersicurezza sia materia “da ministeri” o da grandi operatori strategici. È rassicurante. Ed è sbagliato. Nel disegno reale della connettività pubblica, gli enti locali non sono…
VulnerabilitàZoom Video Communications ha pubblicato un avviso di sicurezza urgente per una vulnerabilità critica (identificata come CVE-2026-22844) che interessa le sue infrastrutture enterprise. Il problema riguarda un difetto di iniezione di comandi nei dispositivi Zoom…
Cyber ItaliaNel panorama italiano ed europeo della cybersecurity, poche collaborazioni riescono a combinare visione educativa, realismo tecnico e impatto sulla community con la stessa efficacia della partnership annunciata tra Red Hot Cyber e Hack The Box…