
Google è da tempo lo strumento di ricerca principale per milioni di utenti, ma sempre più persone notano che i suoi risultati di ricerca stanno peggiorando. Giornalisti, esperti SEO e utenti comuni lamentano che la ricerca sta diventando meno utile e che Google promuove sempre più i propri servizi e materiali pubblicitari anziché informazioni oggettive.
Secondo WalletHub, solo il 36% delle ricerche negli Stati Uniti indirizza gli utenti a siti che non sono di proprietà di Google o che non pagano Google per la pubblicità. Inoltre, il 66% degli intervistati ritiene che ci siano troppi annunci nelle pagine di ricerca e il 35% nota che i risultati sono diventati meno pertinenti. Nel settore finanziario, Google fornisce spesso link a grandi marchi, anche se le loro informazioni sono inferiori a quelle di risorse meno note ma di qualità più elevata.
Il problema non riguarda solo la pubblicità. Ad esempio, gli utenti notano la predominanza di discussioni obsolete nei forum di Reddit nei risultati di ricerca. Google ha stipulato un accordo con la piattaforma per accedere ai suoi contenuti, il che comporta la comparsa di argomenti vecchi e irrilevanti in cima ai risultati di ricerca. Secondo un sondaggio, il 55% degli utenti ritiene che Google presti troppa attenzione a Reddit.
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Inoltre, i documenti del caso antitrust USA contro Google dimostrano che l’azienda ha deliberatamente peggiorato la qualità della ricerca per aumentare i ricavi pubblicitari. Nel 2020, il responsabile della divisione pubblicitaria è stato nominato responsabile della ricerca e, da allora, la priorità si è spostata dalla comodità dell’utente all’aumento dei ricavi pubblicitari. Da allora, Alphabet, la società madre di Google, ha aumentato il suo valore di mercato del 160%, mentre l’indice S&P 500 è cresciuto solo del 100%.
WalletHub ritiene che Google voglia intenzionalmente rendere più difficile la ricerca di informazioni di qualità, costringendo gli utenti a effettuare ricerche più spesso e a visualizzare più annunci pubblicitari. Incoraggia le persone a utilizzare motori di ricerca alternativi come DuckDuckGo, Bing, Kagi e Brave.
Gli esempi del deterioramento della ricerca sono chiari. Nelle ricerche finanziarie, Google privilegia i marchi più grandi rispetto ai prodotti migliori. Ad esempio, Mastercard si classifica al primo posto per il termine di ricerca “migliori carte di credito per chi ha un cattivo credito”, nonostante la sua pagina non offra confronti indipendenti.
Una situazione simile si osserva con le raccomandazioni sui prodotti bancari: la ricerca dimostra che i risultati irrilevanti possono costare agli utenti una media di 202 dollari e, in alcuni casi, fino a 1.347 dollari.
Nonostante le crescenti critiche, Google non ha mostrato alcun segno di voler cambiare strategia. In assenza di concorrenti forti, un’azienda può permettersi di promuovere i propri interessi a scapito della qualità della ricerca. Ciò rende sempre più urgente la necessità di trovare strumenti di ricerca alternativi.
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