
In un’epoca in cui Internet è parte integrante della vita dei giovani, esistono angoli oscuri che possono essere pericolosi e distruttivi. I gruppi ProAna (pro-anoressia) e ProMia (pro-bulimia) sono comunità online che promuovono comportamenti estremamente dannosi.
Questo articolo cerca di esplorare la natura di questi gruppi e il loro impatto devastante sulla salute dei più giovani.
I gruppi ProAna e ProMia glorificano i disturbi alimentari, incoraggiando pratiche pericolose come il digiuno estremo, l’uso eccessivo di lassativi e il vomito autoindotto. Questi gruppi condividono “thinspiration” (immagini e citazioni che promuovono una magrezza malsana) e consigli su come nascondere i sintomi dei disturbi alimentari, creando una cultura di competizione nociva e supporto negativo.
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Gli utenti sono spesso giovani già affetti da disturbi alimentari e non hanno competenze mediche, rendendo i loro consigli particolarmente pericolosi. Alcuni cercano addirittura dei “coach” che li guidino in queste pratiche dannose, che possono portare a gravi complicazioni per la salute, tra cui malnutrizione, disidratazione, problemi cardiaci e, in casi estremi, la morte.
Psicologicamente, gli amministratori di questi spazi rafforzano l’autostima bassa, la depressione e l’isolamento sociale, rendendo ancora più difficile per i giovani cercare aiuto. Quello che rende davvero pericolosi questi blog è l’aspetto empatico: ragazzi con disturbi del comportamento alimentare (DCA) si sentono compresi dagli iscritti, rafforzando il legame e vedendo come “nemici” coloro che cercano di allontanarli da queste pratiche. Spesso viene chiesto loro di pubblicare costantemente foto che attestano la perdita di peso, obiettivo continuamente incitato e incoraggiato dagli altri membri della comunità.

All’interno delle discussioni gli amministratori arrivano a stilare una serie di comandamenti della magrezza da seguire, quali:

I social e i forum online hanno facilitato la diffusione di questi gruppi. Algoritmi che promuovono contenuti simili a quelli già visualizzati dagli utenti possono facilmente esporre adolescenti e giovani adulti a materiale ProAna e ProMia. Nonostante gli sforzi di molte piattaforme per bloccare questi contenuti, le comunità ProAna e ProMia trovano spesso modi per eludere le restrizioni, utilizzando termini in codice o migrando verso spazi web meno regolamentati. Di seguito l’immagine dell’esito di una ricerca su Instagram del termine ProAna

In Italia, ci sono stati casi di giovani influenzati negativamente da queste comunità online:
Per combattere efficacemente questi gruppi, sono necessari diversi approcci:
In Italia, esistono proposte di legge per contrastare i gruppi ProAna e ProMia, ma finora nessuna è stata definitivamente approvata. Ad esempio, una proposta di legge del 2014 mirava a introdurre il reato di “istigazione all’anoressia e alla bulimia” nel codice penale, con pene fino a un anno di reclusione e multe salate per chi istiga a pratiche alimentari pericolose. Tuttavia, queste iniziative hanno sollevato anche critiche, poiché spesso chi crea o partecipa a questi gruppi è a sua volta affetto da disturbi alimentari e necessita di cure piuttosto che di punizioni.
La lotta contro i gruppi ProAna e ProMia richiede uno sforzo congiunto tra piattaforme tecnologiche, famiglie, scuole e professionisti della salute. È fondamentale aumentare la consapevolezza sui pericoli di questi gruppi e promuovere una cultura che valorizzi la salute e il benessere psicofisico. Solo attraverso un approccio integrato e collaborativo possiamo proteggere i giovani da queste influenze distruttive e garantire un ambiente online più sicuro e sano.
Come adulti, abbiamo il dovere di fare la differenza. La comunicazione aperta e il supporto possono essere le armi più potenti contro queste pericolose influenze online. Non sottovalutiamo i segnali di disagio e cerchiamo sempre l’aiuto di professionisti della salute quando necessario.
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