
Nella giornata di ieri, arriva in redazione una segnalazione da parte del Dott. Ilario Capurso, Responsabile Servizio Sistemi Informativi del Comune di Calenzano risultata interessante e allo stesso tempo allarmante. I siti delle Pubbliche Amministrazioni italiane stanno letteralmente scomparendo da Google, il motore più utilizzato da tutti gli “essere digitali”. Perché accade questo?
A partire dall’inizio di Novembre su forum.italia.it (gestito da AgID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) si sono moltiplicate le segnalazioni di malfunzionamento di indicizzazione dei siti web ufficiali di molte pubbliche amministrazioni locali italiane da parte di Google Search.
In alcuni casi si è assistito ad una repentina deindicizzazione delle pagine, in altri casi sono scomparsi interi domini di terzo livello riconducibili alla PA (nel formato comune.nomecomune.provincia.it).
Nel dibattito conseguente non è stata trovata una “causa comune” che potrebbe aver portato a questa deindicizzazione massiva (almeno da parte dei tecnici o incaricati della PA). Dapprima l’ipotesi più quotata pareva essere quella relativa all’implementazione del template “Design Italia” (https://designers.italia.it/) a cui gli enti pubblici sono obbligati ad allinearsi e che ha come scopo la standardizzazione dei contenuti ed una corretta accessibilità (e condizione necessaria per l’accesso ai finanziamenti PNRR in particolare la misura 1.4.1 “Esperienza del cittadino nei servizi pubblici”).
Questo uno screenshot relativo al mio Ente (Comune di Calenzano) che ci è stato inviato in redazione dal Comune stesso, con un confronto con il mese scorso sulle visite in arrivo da Google:

Effettuando ulteriori verifiche attraverso la Google Search Console si è scoperta una continua deindicizzazione delle pagine senza che venga segnalato un problema specifico.
Sono state cercate incongruenze rispetto a piattaforme di hosting diverse, diversi provider, diversi template del sito, file robots.txt, file di sitemap.xml e diversi fornitori esterni ma non sembra esserci un fattor comune. Fatto da non tralasciare è che i siti incriminati sono normalmente raggiungibili e ricercabili da altri motori di ricerca.
Google è a conoscenza del problema (anche se non c’è una dichiarazione ufficiale) e “non è possibile fare altro che aspettare” riportano i comuni della Pubblica Amministrazione. Probabilmente qualche modifica nell’algoritmo di ranking ha generato il problema (qualcuno suppone l’introduzione dell’AI che è “scappata di mano”). Fatto sta che dopo 3 settimane il problema non è stato risolto.
Questo ha sollevato anche una discussione più ad ampio raggio su quanto i servizi messi a disposizione dei cittadini siano in verità dipendenti da Google che può far “sparire” una PA dall’oggi al domani (tant’è che si è registrato un forte calo nelle visite attraverso i vari analytics).
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