“Il Belgio ha rilevato attività informatiche dannose che hanno influito in modo significativo sulla sovranità, democrazia, sicurezza e società in generale, prendendo di mira l’interno dell’FPS e la difesa belga. Il Belgio ritiene che queste attività informatiche dannose siano state intraprese dai gruppi di minacce persistenti avanzate cinesi (APT).”
Ha affermato il ministro degli Esteri.
Advertising
Le autorità cinesi sono state esortate ad aderire alle norme di comportamentali approvate da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e ad agire contro tale attività dannosa proveniente dal suo territorio.
I gruppi di cyberspionaggio citati nella dichiarazione del governo belga sono APT27 , APT30 , APT31 e un quarto gruppo di minacce tracciato con più nomi, tra cui Gallium, Softcell e UNSC 2814.
“Abbiamo rilevato attività informatiche dannose che hanno preso di mira lo stato. Queste attività possono essere collegate ai gruppi di hacker noti come Advanced Persistent Threat 27, Advanced Persistent Threat 30, Advanced Persistent Threat 31. Abbiamo rilevato attività informatiche dannose che hanno preso di mira la difesa belga. Queste attività possono essere collegate ai gruppi di hacker noti come UNSC 2814/GALLIUM/SOFTCELL”.
Il portavoce dell’ambasciata cinese in Belgio ha risposto a questa dichiarazione, negando le accuse e sottolineando la mancanza di prove a sostegno delle affermazioni del governo belga.
“È estremamente poco serio e irresponsabile da parte belga rilasciare una dichiarazione sui cosiddetti ‘attacchi informatici dannosi’ da parte di hacker cinesi senza alcuna prova. Da un lato, si rifiuta di fornire la base dei fatti mentre dall’altro, fa accuse infondate e deliberatamente denigra e diffama la Cina”.
Advertising
Tuttavia, questa non è la prima volta che gruppi di minacce sostenuti dalla Cina vengono accusati di aver condotto attacchi contro i paesi occidentali.
Gli Stati Uniti e gli alleati (Unione Europea e Regno Unito) hanno ufficialmente incolpato la Cina nel giugno 2021 per la massiccia campagna di hacking utilizzando Microsoft Exchange dello scorso anno.
Diversi gruppi di hacker sostenuti dalla Cina, tra cui APT27, sono stati anche collegati ad attacchi mirati a bug critici di ProxyLogon a partire dall’inizio di marzo 2021, consentendo loro di assumere e rubare dati da server Microsoft Exchange senza patch in tutto il mondo.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
RHC4Edu nasce dalla volontà della community di Red Hot Cyber di portare la cultura della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e del digitale direttamente nelle scuole, mettendo gratuitamente a disposizione degli studenti l’esperienza di professionisti, ricercatori e specialisti del settore. Il progetto è ufficialmente operativo e permette agli istituti interessati di richiedere workshop gratuiti e incontri con gli esperti della community, attraverso un coordinamento della redazione che mette in relazione le esigenze della scuola con le competenze e la disponibilità dei professionisti presenti sul territorio.
L’obiettivo di RHC4Edu non è trasformare gli studenti in tecnici informatici, ma aiutarli a sviluppare consapevolezza e pensiero critico davanti a un mondo sempre più digitale. Cybersecurity, truffe online, privacy, social network, cyberbullismo, fake news e intelligenza artificiale diventano così argomenti da affrontare con esempi concreti e con il contributo diretto di chi lavora quotidianamente nel settore. Un’iniziativa costruita sulla condivisione della conoscenza e sul volontariato della community, perché portare queste competenze nelle aule significa anche offrire ai ragazzi la possibilità di conoscere nuove professioni, sviluppare curiosità e imparare a vivere la tecnologia in modo più sicuro e consapevole.