Le previsioni sulla crescente domanda di energia dell’intelligenza artificiale generativa entro la fine del 2023 rimangono incerte, con una vasta gamma di stime e speculazioni. Titoli e rapporti professionali suggeriscono varie ipotesi, ma pochi dati concreti sono disponibili per guidare le previsioni.
L’analisi del costo del carbonio associato all’addestramento e all’inferenza dei modelli di intelligenza artificiale ha rivelato cifre significative. Secondo alcune stime, l’addestramento di modelli di grandi dimensioni potrebbe comportare emissioni di anidride carbonica molto importanti, sollevando interrogativi sull’impronta ambientale di tali attività.
Una serie di fattori contribuiscono all’elevato consumo energetico dell’intelligenza artificiale. Si tratta della dimensione del set di dati, del numero di parametri utilizzati, dell’architettura del modello, del tempo di elaborazione e di altri parametri. Ad esempio, modelli linguistici di grandi dimensioni richiedono enormi quantità di dati di addestramento e un numero considerevole di parametri per garantire risultati accurati.
Contrariamente alle aspettative, la quantità di dati di addestramento non rappresenta necessariamente una sfida significativa per i data center. Modelli come ChatGPT-3 sono addestrati su vasti dataset senza un impatto significativo sull’infrastruttura dei data center. Tuttavia, il numero crescente di parametri nei modelli di intelligenza artificiale e la complessità delle architetture richiedono una maggiore potenza di calcolo e quindi un aumento del consumo energetico.
I modelli di intelligenza artificiale generativa utilizzano un numero impressionante di parametri durante l’addestramento. Ad esempio, ChatGPT-3 è basato su 175 miliardi di parametri, e si prevede che il numero di parametri continuerà ad aumentare con il tempo. L’architettura Transformer, ampiamente utilizzata nei modelli di intelligenza artificiale, richiede un ciclo di feedback continuo che aumenta ulteriormente i requisiti di potenza di calcolo.
Con l’intelligenza artificiale che diventa sempre più pervasiva nella società, la domanda di energia destinata al machine learning e all’intelligenza artificiale è destinata a crescere rapidamente. Si prevede che entro il 2030, l’intelligenza artificiale rappresenterà una percentuale significativa della domanda globale di elettricità. Tuttavia, la mancanza di dati completi rende difficile stimare l’impatto totale del settore sull’ambiente e sull’infrastruttura energetica.
Mentre il settore dell’intelligenza artificiale continua a evolversi, è fondamentale considerare le implicazioni energetiche delle sue applicazioni. I data center e le infrastrutture IT dovranno adattarsi per soddisfare la crescente domanda di energia, bilanciando l’efficienza operativa con la sostenibilità ambientale. L’analisi e la gestione proattiva del consumo energetico dell’intelligenza artificiale saranno cruciali per affrontare le sfide future e garantire un futuro sostenibile per l’innovazione tecnologica.
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