Il provvedimento arriva dopo che le risposte fornite dalle società sono state ritenute del tutto insufficienti. Le aziende avevano dichiarato di non operare in Italia e di non essere soggette alla normativa europea, una posizione che il Garante ha contestato con fermezza, avviando un’istruttoria per verificare eventuali violazioni della normativa sulla protezione dei dati.
DeepSeek: l’AI cinese sotto osservazione
DeepSeek è un software di intelligenza artificiale relazionale, progettato per comprendere ed elaborare il linguaggio umano. Lanciato di recente a livello globale, ha registrato milioni di download in pochi giorni, attirando rapidamente l’attenzione delle autorità di regolamentazione.
Advertising
In una precedente richiesta di informazioni, il Garante aveva chiesto a DeepSeek dettagli su:
La base giuridica del trattamento e le finalità d’uso dei dati;
La localizzazione dei server, con particolare attenzione a un eventuale trasferimento di dati verso la Cina;
Le metodologie di addestramento del modello AI, inclusa la raccolta di informazioni tramite web scraping, e come gli utenti (registrati e non) venissero informati su tali pratiche.
Tuttavia, la risposta delle aziende cinesi è stata ritenuta inadeguata e non conforme alle richieste dell’Autorità.
La decisione del Garante
A tutela della privacy degli utenti italiani, il Garante ha disposto la limitazione immediata del trattamento dei dati da parte di DeepSeek, bloccando di fatto l’operatività del chatbot in Italia. Contestualmente, è stata aperta un’istruttoria per approfondire le eventuali violazioni della normativa europea sulla protezione dei dati personali.
Questa vicenda segna un nuovo capitolo nella crescente attenzione delle autorità europee nei confronti delle AI di origine straniera, soprattutto in relazione al trattamento dei dati personali e alla trasparenza degli algoritmi di addestramento.
L’episodio DeepSeek ricorda il caso di ChatGPT, che nel 2023 era stato temporaneamente bloccato in Italia per presunte violazioni della privacy, salvo poi essere riammesso dopo l’adozione di misure correttive. Le big tech dell’AI dovranno ora confrontarsi con normative sempre più stringenti, per garantire la protezione dei dati degli utenti europei.
Advertising
Abbiamo chiesto a DeepSeek cosa ne pensa relativamente al comunicato del garante e l’AI ha riportato quanto segue:
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Sono aperte le iscrizioni al corso in Live Class “AGENTIC AI CYBER OPERATIONS (AACO)”. La cybersecurity sta entrando nell'era degli AI Agent: sistemi capaci di ragionare, utilizzare strumenti, orchestrare attività e portare avanti operazioni complesse. Ma come funzionano davvero dal punto di vista tecnico? Con AACO, Red Hot Cyber porta i professionisti della cybersecurity a toccare con mano gli strumenti agentici, attraverso una Live Class in italiano con 15 ore di formazione, laboratori pratici e scenari reali. Agentic AI, Tool Calling, MCP, orchestrazione di agenti, OSINT, Threat Intelligence, vulnerability assessment e automazione delle operazioni di cybersecurity. Non un corso per imparare a usare un chatbot, ma un percorso per capire, costruire e governare sistemi agentici applicati alla sicurezza informatica.