Era una mattina qualunque per i dipendenti di un’importante azienda italiana del settore retail. L’aria nei corridoi profumava ancora di caffè e il tintinnio delle tastiere riempiva gli uffici. Nessuno avrebbe mai immaginato che, in quello stesso momento, i loro dati fossero in vendita nel dark web.
Un post comparso su un noto forum di cybercriminalità informatica chiuso (accesso su presentazione o attraverso pagamento) aveva appena messo in vendita l’accesso a un database contenente più di un milione di clienti: nomi, email, numeri di telefono, indirizzi, persino informazioni sui pagamenti.
Il venditore, noto con lo pseudonimo Panigale, offriva un accesso privilegiato a un sistema SAP compromesso, permettendo a chiunque fosse disposto a pagare 10.000 dollari di effettuare ordini fraudolenti e accedere alle email aziendali.
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Ma chi era la vittima? Il post non la menzionava esplicitamente. Solo pochi dettagli lasciavano intendere che fosse un’azienda italiana, forse un grande rivenditore con un’enorme base di clienti.
Initial Access broker: i mercanti del crimine digitale
Quello che stava avvenendo non era un caso isolato. I broker di accesso, come Panigale, sono figure chiave nell’ecosistema del cybercrime. Non sono necessariamente gli autori dell’attacco iniziale, ma fungono da intermediari: ottengono credenziali compromesse, accessi a database o interi sistemi aziendali e li rivendono a gruppi ransomware o altri cybercriminali.
Nel caso specifico, l’offerta riguardava un accesso a SAP, il cuore pulsante della gestione aziendale di molte multinazionali. Controllando questo sistema, un attaccante potrebbe manipolare ordini, visualizzare informazioni finanziarie o persino sabotare la catena di approvvigionamento.
Ma non tutti possono vedere i dettagli dell’inserzione: per visualizzare i sample, il forum richiede più di 100 reazioni, una misura per limitare l’accesso ai soli membri fidati e mantenere la community al sicuro da infiltrazioni delle forze dell’ordine.
La reputazione del venditore: un fattore chiave
Nel dark web, la reputazione è tutto. Panigale non è un novellino: con 150 messaggi e 37 reazioni ricevute, è considerato un utente affidabile. Inoltre, ha già utilizzato il servizio di “garante automatico”, una funzione del forum che permette di effettuare transazioni sicure con il supporto di un escrow. Questo dettaglio rafforza la sua credibilità, attirando potenziali acquirenti pronti a sfruttare i dati rubati.
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Ma la vera domanda rimane: quale azienda italiana ha subito questa violazione? E, soprattutto, si è già accorta dell’intrusione?
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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
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