
La Mozilla Foundation, creatrice del browser Firefox, ha condotto uno studio sulle politiche della privacy di 25 case automobilistiche e ha concluso che le automobili possono rappresentare una seria minaccia alla privacy sia dei conducenti che dei passeggeri.
Secondo lo studio, i produttori di automobili possono raccogliere e utilizzare per scopi commerciali molti più dati oltre alla semplice cronologia di guida, abitudini di guida e preferenze musicali. Ciò include informazioni personali come attività sessuale, stato di immigrazione, razza, espressioni facciali, peso, salute e informazioni genetiche.
Queste informazioni vengono raccolte utilizzando sensori, telecamere, microfoni e altri dispositivi che si collegano al veicolo. I dati possono poi essere venduti a terzi.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
I ricercatori notano che la politica sulla privacy di Nissan si distingue come una delle più “sorprendenti”. L’azienda dichiara apertamente la capacità di raccogliere informazioni estremamente personali, compresi i dati sull’attività sessuale e l’orientamento del conducente, nonché la capacità di trarre conclusioni sulle preferenze e sulle capacità mentali basate su di esse.
Anche altre case automobilistiche, come General Motors, Kia e Ford, menzionano nelle loro politiche la possibilità di raccogliere dati su razza, orientamento sessuale e altri aspetti sensibili.
Hyundai rende nota la possibilità di trasferire informazioni personali alle forze dell’ordine sulla base di richieste sia formali che informali.
Secondo gli esperti di Mozilla, ciò suggerisce che le case automobilistiche potrebbero raccogliere ancora più dati personali rispetto alle app per la salute riproduttiva.
Le aziende intervistate hanno ampiamente ignorato le richieste di commento sullo studio. Mercedes-Benz e Honda hanno dato risposte generali, citando i loro documenti pubblici. Ford ha espressamente rifiutato di partecipare alla discussione dei risultati. Ciò indica una mancanza di trasparenza e disponibilità al dialogo sulle questioni relative alla privacy.
Un altro problema è la mancanza di un reale consenso degli utenti alla raccolta dei propri dati personali. Le politiche sulla privacy spesso considerano che tale consenso venga concesso automaticamente quando si utilizzano i servizi automobilistici.
Inoltre, non è possibile disattivare la raccolta dei dati senza una significativa perdita di funzionalità del veicolo. Ad esempio, Tesla avverte che la disabilitazione della raccolta dati potrebbe causare “danni e guasti alla macchina”.
Riassumendo, possiamo dire che le case automobilistiche mostrano un livello estremamente basso di attenzione per la privacy di guidatori e passeggeri. Ciò è motivo di grande preoccupazione per gli attivisti dei diritti umani e richiede chiaramente un intervento normativo per proteggere i diritti dei cittadini.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaLinus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…
CybercrimeNel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…
CybercrimeImmaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…
CulturaRecentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…
CybercrimeUn massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…