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Il NIST annuncia l’obsolescenza dell’algoritmo crittografico SHA-1. Meglio tardi che mai

Il NIST annuncia l’obsolescenza dell’algoritmo crittografico SHA-1. Meglio tardi che mai

20 Dicembre 2022 10:52

Il National Institute of Standards and Technology (NIST) degli Stati Uniti annuncia la deprecazione dell’algoritmo crittografico SHA-1 e raccomanda una transizione completa ai più sicuri SHA-2 e SHA-3 entro il 31 dicembre 2030.

SHA-1: un algoritmo oramai obsoleto

Permettetemi di ricordarvi che gli esperti di sicurezza delle informazioni hanno avvertito dell’insicurezza di SHA-1 più di 15 anni fa. Nel 2005, gli esperti hanno iniziato a parlare della potenziale possibilità di violare SHA-1 attraverso un attacco di collisione.

Questo da agli aggressori la possibilità di creare un file differente con lo stesso hash SHA -1, come la versione del file reale.

La situazione è peggiorata alla fine di febbraio 2017. Google, con il supporto degli scienziati dell’olandese Centrum Wiskunde & Informatica hanno realmente dimostrato che SHA-1, creato nel lontano 1995, è vulnerabile alla collisione attacchi. 

Cioè, gli aggressori, basandosi su collisioni di funzioni hash, possono effettivamente creare un file falso con lo stesso hash SHA-1 della versione reale del file.

L’attacco SHAtter di Google

Nel 2019, l’attacco SHAttered di Google è stato ulteriormente migliorato. Il team combinato di scienziati di Singapore e Francia, ha reso possibili attacchi con un determinato prefisso.

E’ diventato da tempo ovvio che è giunto il momento per l’algoritmo SHA-1 di “ritirarsi”. 

Ora, questo è stato finalmente confermato ufficialmente dal National Institute of Standards and Technology degli Stati Uniti, che scrive che la vita di SHA-1 è giunta al termine.

Questo è dovuto alle elevate capacità di calcolo dei sistemi moderni che possono facilmente attaccare l’algoritmo.

Un algoritmo ancora molto utilizzato

Il NIST ha precedentemente consigliato alle agenzie federali statunitensi di smettere di utilizzare l’algoritmo per le firme digitali, i timestamp e altre operazioni resistenti alle collisioni

Tuttavia, secondo il CAVP (Cryptographic Algorithm Validation Program), in base al quale il NIST supervisiona l’elenco degli algoritmi crittografici approvati, da gennaio 2018, 2.272 biblioteche supportano ancora SHA-1.

Ora è stato riferito che entro il 2030 SHA-1 dovrebbe essere completamente eliminato. A questo punto, il NIST pubblicherà lo standard federale FIPS 180-5, dal quale verrà rimossa la specifica SHA-1. Inoltre, la deprecazione di SHA-1 si rifletterà nell’SP 800-131A rivisto e in altre specifiche.

“Il NIST sta annunciando che eliminerà gradualmente SHA-1 entro il 31 dicembre 2030 a favore delle famiglie di algoritmi SHA-2 e SHA-3 più sicure”

hanno scritto gli esperti.

“I moduli che utilizzano SHA-1 dopo il 2030 non potranno essere acquistati dal governo federale. Le aziende hanno otto anni per aggiornarsi ai nuovi standard di crittografia.”

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Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

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