
Nelle prossime settimane, il National Institute of Standards and Technology (NIST) annuncerà nuovi standard di crittografia post-quantistica per la firma di chiavi pubbliche e gli algoritmi di scambio.
Presumibilmente, potrebbero essere necessari diversi anni per testare correttamente questi standard, dato che la vera minaccia per la decrittazione rappresentata dai computer quantistici dovrebbe apparire tra dieci anni.
Molti esperti vogliono sapere se gli imminenti standard del NIST miglioreranno significativamente la capacità di proteggere i dati crittografati da una minaccia crescente.
Sfortunatamente, un recente tentativo riuscito di decifrare uno degli algoritmi di firma standard candidati da parte di un ricercatore della IBM solleva una serie di preoccupazioni.
La notizia di un caratteristico hack chiamato Rainbow è emerso a febbraio di quest’anno. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, Rainbow è stato violato in poco più di 50 ore.
Il CEO di Sandbox AQ Jack Hidary, una società di tecnologia quantistica, ha dichiarato a Fierce Electronics che Rainbow non sarà uno degli standard finali e non c’è nulla di cui preoccuparsi. Se Rainbow non sarà nella lista, il prossimo annuncio del NIST includerà probabilmente sei standard, di cui tre per la firma delle chiavi pubbliche e tre per lo scambio delle chiavi.
Hidary ha anche suggerito che Rainbow potrebbe essere “aggiustato” modificando i suoi parametri e potrebbe persino tornare all’elenco degli standard in esame.
Le aziende e gli operatori di rete trascorreranno gran parte dei prossimi anni a rivedere e rivedere i futuri standard del NIST prima che vengano ampiamente adottati come aggiornamenti di RSA.
Allo stesso tempo, continueranno altri sforzi sulla sicurezza quantistica, come il passaggio alla distribuzione di chiavi quantistiche per supportare le reti di comunicazione quantistiche sicure.
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