Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
TM RedHotCyber 970x120 042543
TM RedHotCyber 320x100 042514
Il numero di strumenti per aggirare la 2FA è in verticale aumentato.

Il numero di strumenti per aggirare la 2FA è in verticale aumentato.

29 Dicembre 2021 08:58

Un gruppo di ricercatori della Stony Brook University e la società di sicurezza informatica Palo Alto Networks hanno scoperto più di 1,2 mila set di strumenti di phishing che consentono ai criminali informatici di aggirare i codici di sicurezza con l’autenticazione a due fattori (2FA).

Gli strumenti di phishing MitM (Man-in-the-Middle) sono diventati estremamente popolari nel mondo dei criminali informatici negli ultimi anni dopo che le principali aziende tecnologiche hanno iniziato a rendere 2FA una funzionalità di sicurezza indispensabile per i loro utenti. Gli aggressori che hanno indotto un utente a inserire le credenziali su un sito di phishing hanno scoperto che le credenziali rubate sono diventate inutili perché non potevano ignorare la procedura di 2FA.

Per contrastare la nuova tendenza, gli hacker hanno iniziato a implementare nuovi strumenti che consentissero loro di aggirare la 2FA rubando i cookie di autenticazione degli utenti.

Negli ultimi anni, i criminali informatici hanno lentamente adattato i loro vecchi strumenti di phishing per aggirare le procedure 2FA, principalmente attraverso due metodi: phishing in tempo reale e toolkit di phishing MitM.

Il primo metodo si basa su un operatore seduto davanti al pannello web mentre l’utente naviga e interagisce con il sito di phishing.

I kit di phishing, a loro volta, sono adattati per agire come server proxy inverso che trasmettono il traffico tra una vittima, un sito di phishing e un servizio legittimo.

Molti di questi toolkit di phishing MitM sono basati su strumenti sviluppati da ricercatori di sicurezza come Evilginx, Muraena e Modlishka.

Gli esperti hanno analizzato 13 versioni di questi tre toolkit di phishing MitM e hanno creato impronte digitali per il traffico web che viaggia attraverso risorse fraudolente. Hanno usato le loro scoperte per sviluppare uno strumento chiamato PHOCA in grado di determinare se un sito di phishing stava utilizzando un proxy inverso.

Tra marzo 2020 e marzo 2021, hanno inviato URL PHOCA che la comunità della sicurezza informatica ha contrassegnato come phishing.

Secondo lo studio, 1.220 dei siti contrassegnati utilizzavano i toolkit di phishing MitM. Si tratta di un salto significativo rispetto ai circa 200 siti di phishing che utilizzano proxy inversi alla fine del 2018 e all’inizio del 2019.

La ragione di questa popolarità potrebbe essere dovuta al fatto che la maggior parte di essi è scaricabile gratuitamente, risulta facile da eseguire e ci sono molti tutorial e suggerimenti sui forum underground.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
AGI: i CEO di Google e Anthropic lanciano l’allarme a Davos – il mondo non sarà pronto!
Redazione RHC - 24/01/2026

Se c’erano ancora dubbi sul fatto che le principali aziende mondiali di intelligenza artificiale fossero d’accordo sulla direzione dell’IA, o sulla velocità con cui dovrebbe arrivarci, questi dubbi sono stati dissipati al World Economic Forum…

Immagine del sitoInnovazione
Un browser funzionante creato con l’AI con 3 milioni di righe di codice: svolta o illusione?
Redazione RHC - 24/01/2026

Una settimana fa, il CEO di Cursor, Michael Truell, ha annunciato un risultato presumibilmente straordinario. Ha affermato che, utilizzando GPT-5.2, Cursor ha creato un browser in grado di funzionare ininterrottamente per un’intera settimana. Questo browser…

Immagine del sitoCyber Italia
NoName057(16) colpisce l’Italia 487 volte negli ultimi 3 mesi: l’ondata DDoS non si ferma
Redazione RHC - 24/01/2026

L’Italia si conferma uno degli obiettivi principali della campagna di attacchi DDoS portata avanti dal gruppo hacktivista NoName057(16). Secondo quanto dichiarato direttamente dal collettivo, il nostro Paese ha subito 487 attacchi informatici tra ottobre 2024…

Immagine del sitoInnovazione
NexPhone: tre sistemi operativi in tasca! Il telefono che sfida il concetto stesso di PC
Redazione RHC - 23/01/2026

La domanda ritorna ciclicamente da oltre dieci anni: uno smartphone può davvero sostituire un computer? Nel tempo, l’industria ha provato più volte a dare una risposta concreta, senza mai arrivare a una soluzione definitiva. Dai…

Immagine del sitoVulnerabilità
FortiGate e FortiCloud SSO: quando le patch non chiudono davvero la porta
Luca Stivali - 23/01/2026

Nel mondo della sicurezza circola da anni una convinzione tanto diffusa quanto pericolosa: “se è patchato, è sicuro”. Il caso dell’accesso amministrativo tramite FortiCloud SSO ai dispositivi FortiGate dimostra, ancora una volta, quanto questa affermazione sia non solo incompleta, ma…