
Purtroppo, il male non conosce limiti.
Dopo la “Chat degli Orrori” su Telegram e i killer a pagamento, pensavamo di aver visto tutto. Ma il web nasconde abissi sempre più oscuri, e questa è solo l’ennesima atrocità che emerge dall’ombra.
Due membri chiave del gruppo criminale CVLT, dedito allo sfruttamento dei minori, sono stati arrestati negli Stati Uniti. Secondo l’indagine, gli arrestati, di 23 e 42 anni, erano amministratori di una comunità che operava sui social network e sulle piattaforme di gioco.
CVE Enrichment Mentre la finestra tra divulgazione pubblica di una vulnerabilità e sfruttamento si riduce sempre di più, Red Hot Cyber ha lanciato un servizio pensato per supportare professionisti IT, analisti della sicurezza, aziende e pentester: un sistema di monitoraggio gratuito che mostra le vulnerabilità critiche pubblicate negli ultimi 3 giorni dal database NVD degli Stati Uniti e l'accesso ai loro exploit su GitHub.
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Secondo l’Europol, gli autori hanno deliberatamente scelto le loro vittime tra gli adolescenti più vulnerabili, affetti da problemi di salute mentale o che avevano subito violenze in passato. I criminali hanno innanzitutto costretto i minorenni a creare materiale osceno e successivamente hanno mostrato loro contenuti violenti ed estremi.
Dopodiché i membri del gruppo sono passati al ricatto, minacciando di distribuire materiale compromettente tra amici e parenti delle vittime. Sotto pressione, gli adolescenti erano costretti a commettere atti ancora più pericolosi.
L’operazione di arresto è stata coordinata dall’Europol e ha coinvolto il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti, la Polizia nazionale francese, la National Crime Agency del Regno Unito e il Dipartimento degli affari interni della Nuova Zelanda.
L’indagine ha rivelato l’esistenza di una rete su vasta scala di organizzazioni criminali sotto il nome generico di “The Com”. Secondo le forze dell’ordine, il gruppo costringeva le vittime a mutilarsi, tagliandosi e mangiandosi i capelli, e a compiere altri atti pericolosi, tra cui dipingere sul corpo i simboli della setta.
Gli aggressori operavano su diverse piattaforme online molto diffuse tra i giovani, tra cui social network, servizi di gioco e applicazioni mobili. Al culmine delle loro attività, i membri della setta incoraggiavano le vittime a trasmettere in diretta i loro atti di autolesionismo. Le forze dell’ordine non dispongono di dati precisi sulle conseguenze di tali azioni.
Altre due persone associate a questo gruppo erano state precedentemente arrestate. Dei quattro arrestati, tre, secondo l’Europol, ricoprivano posizioni di vertice nella comunità criminale. Le forze dell’ordine continuano a lavorare per identificare gli altri partecipanti alla rete criminale.
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