
Si tratta di 350 milioni di euro in 3 anni, che sono stati adibiti a far accrescere le competenze digitali di noi italiani, sostenendo progetti che siano rivolti alla formazione e all’inclusione digitale.
“Gli obiettivi di digitalizzazione inseriti nel Pnrr sono molto ambiziosi e puntiamo ad essere uno dei paesi di testa in Unione Europea già nel 2026. Per fare questo il PNRR investe risorse importanti in infrastrutture digitali, come la connettività e il cloud. Ma nessuna trasformazione può avvenire equamente se non si investe anche sulle persone. Con il Fondo Repubblica Digitale parte oggi un’altra iniziativa chiave del PNRR costruita per accompagnare le persone e le famiglie che hanno maggiori difficoltà nell’accedere al digitale”
ha dichiarato il ministro dell’innovazione tecnologica Vittorio Colao.
“La digitalizzazione rappresenta un elemento fondamentale della trasformazione del Paese. L’accelerazione agli investimenti in nuove tecnologie, infrastrutture e processi digitali ci consentirà di potenziare la competitività della nostra economia. Il Fondo per la Repubblica Digitale rappresenta un importante strumento di cui si dota il nostro Paese per perseguire questi obiettivi”
ha aggiunto il ministro dell’economia Daniele Franco.
Potranno attingere a questi fondi, soggetti pubblici e privati e senza scopo di lucro, da soli o in partnership.
Questo è quanto prevede un protocollo d’intesa firmato dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e il presidente di Acri, Francesco Profumo.
Nella nota diffusa dai due ministeri e dall’Acri viene riportato:
“il 58% della popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni (26 milioni di cittadini) non ha le competenze digitali di base, rispetto al 42% della media Ue. Questo ritardo produce un impatto non solo sulla reale ‘cittadinanza digitale’, ovvero sull’accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione da parte di tutti i cittadini, ma determina anche uno dei maggiori freni allo sviluppo del Paese.”
In questo scenario intende intervenire il Fondo per la Repubblica Digitale nel periodo 2022- 2026.
“Entro sei mesi verrà individuato un soggetto attuatore del Fondo, che si occuperà di tutte le attività operative”
riporta l’ACRI in una sua nota.
Il fondo verrà guidato da un Comitato strategico, il quale sarà composto da 6 componenti designati dal Governo e da Acri:
Queste persone avranno il compito di definire le linee strategiche, le priorità, la selezione e la valutazione dei progetti. Al suo fianco del Comitato Strategico ci sarà un Comitato scientifico indipendente, a cui sarà affidato il compito di monitorare e valutare l’efficacia ex post degli interventi finanziati.
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