Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Banner Desktop
Enterprise BusinessLog 320x200 1
NCSC: come costruire una architettura Zero Trust basata su 8 principi.

NCSC: come costruire una architettura Zero Trust basata su 8 principi.

26 Luglio 2021 13:08

L’architettura di rete sta cambiando. Sempre più servizi si stanno spostando sul cloud con tutti i loro dati e c’è una crescita continua nell’uso di Software as a Service (SaaS).

Nel frattempo, molte organizzazioni stanno adottando il lavoro flessibile, il che significa che i sistemi potrebbero essere utilizzati da numerosi tipi di dispositivi che si connettono da una varietà di posizioni.

È inoltre sempre più comune per le organizzazioni condividere i dati con i propri “partner” o utenti, rendendo necessarie politiche di controllo degli accessi granulari.

L’architettura Zero Trust è progettata per far fronte a queste condizioni mutevoli consentendo una migliore esperienza da parte dell’utente per l’accesso remoto e la condivisione dei dati.

Con questo in mente, la nuova guida Zero Trust del National Cyber Security Centre (NCSC) del Regno Unito, ha lo scopo di aiutare le organizzazioni a progettare e costruire un’architettura Zero Trust sempre più resiliente e “controllata”.

Gli 8 principi zero trust

Gli otto principi delineati nella guida, permettono di implementare una architettura di rete zero trust in un ambiente aziendale. I principi sono:

  1. Conosci la tua architettura, inclusi utenti, dispositivi, servizi e dati.
  2. Conosci le identità dell’utente, del servizio e del dispositivo.
  3. Valuta il comportamento dell’utente, lo stato del dispositivo e del servizio.
  4. Utilizza i criteri per autorizzare le richieste.
  5. Autentica e autorizza sempre e ovunque
  6. Concentra il tuo monitoraggio su utenti, dispositivi e servizi.
  7. Non fidarti di nessuna rete, inclusa la tua.
  8. Scegli i servizi progettati con architetture zero trust.

Adotta principi flessibili

La guida è stata scritta come un insieme di principi perché fornisce un modo più flessibile per offrire consigli. Gli otto principi che abbiamo visto, rappresentano i principali elementi costitutivi e le considerazioni per un passaggio ad un’architettura zero trust.

Il modo in cui ognuno di noi raggiunge lo Zero Trust sarà diverso. Ciò è guidato dalla tecnologia che stai utilizzando e dalle minacce che stai affrontando. Tuttavia, la maggior parte degli approcci zero trust debba ancora ricollegarsi a questi otto principi fondamentali.

È un approccio graduale

Durante la transizione ad un’architettura Zero Trust, non iniziare immediatamente a disattivare i controlli di sicurezza tradizionali che i componenti Zero Trust stanno sostituendo. Assicurati di aver implementato e testato completamente i tuoi controlli Zero Trust prima di eseguire qualsiasi smantellamento.

A causa della natura di un’architettura Zero Trust, potresti lasciare i tuoi sistemi esposti con un rischio considerevole se i tuoi nuovi controlli non sono stati configurati e testati correttamente. Ad esempio, non rimuovere la connessione VPN finché non sei soddisfatto che la nuova architettura Zero Trust stia mitigando tutte le minacce che la VPN sta coprendo.

Vale anche la pena ricordare che quando si apportano modifiche alla propria architettura, alcuni elementi fondamentali potrebbero cambiare, come la strategia di monitoraggio e il modo in cui si applicano le politiche di utilizzo di Internet.

Utilizza prodotti e servizi Zero Trust che sono stati progettati pensando allo Zero Trust. Il percorso zero trust di tutti può essere leggermente diverso, producendo soluzioni diverse per soddisfare ogni principio.

Ogni passo conta

Puoi iniziare a ottenere vantaggi in termini di sicurezza lavorando secondo i principi, muovendo i primi passi nel tuo viaggio zero trust. Naturalmente, un ambiente più complesso avrà un viaggio più lungo e impegnativo da fare.

Potrebbe essere il caso che non tutti i principi possano essere raggiunti in una volta sola. In effetti, a seconda del tuo caso d’uso, potrebbe essere possibile che le attuali offerte commerciali non siano in grado di soddisfare tutti questi principi.

Potrebbe anche essere che la maturità tecnologica necessaria per supportare il tuo caso d’uso non sia ancora arrivata. Se è così, zero trust può anche essere il tuo obiettivo strategico, permettendoti di iniziare a lavorare su di una nuova tecnologia zero trust.

La fase successiva, relativamente alla guida Zero Trust della NCSC, sarà una serie di post sul suo blog che tratteranno alcuni argomenti chiave per la migrazione a un’architettura Zero Trust. Questi post verranno rilasciati nei prossimi mesi.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Colpo al cuore del cybercrime: RAMP messo offline. Il “tempio” del ransomware cade!
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Il forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…

Immagine del sitoDiritti
La privacy è morta? No, ma è in coma! Cosa celebriamo davvero oggi 28 gennaio
Silvia Felici - 28/01/2026

Oggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…

Immagine del sitoCyber News
OpenSSL: 12 bug di sicurezza rilevati tra i quali una vulnerabilità critica
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Un aggiornamento di sicurezza è stato rilasciato dai responsabili della manutenzione di OpenSSL, la libreria crittografica, al fine di risolvere circa una dozzina di vulnerabilità che includono, tra gli altri, errori logici e corruzioni di…

Immagine del sitoCyberpolitica
Autonomia Digitale: La Francia dice addio a Teams e Zoom dal 2027
Silvia Felici - 28/01/2026

Non è la prima iniziativa che spunta su questo fronte, ultimamente. Anzi, se ne sentono diverse, una dopo l’altra. Ed è quasi inevitabile: autonomia tecnologica e sicurezza nazionale stanno diventando un terreno sempre più battuto,…

Immagine del sitoCultura
Il ransomware non blocca i server, blocca il credito. Il lato finanziario della cybersecurity
Antonio Piovesan - 27/01/2026

C’è questa idea sbagliata, un po’ romantica volendo, per cui il ransomware è “roba da IT”: qualche server in crisi, due notti in bianco, poi si riparte e fine… La realtà, soprattutto per un’azienda quotata…