Nuova versione di TheMoon: La botnet ora dispone di 40.000 router e dispositivi IoT infettati
Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Cerca
Banner Desktop
320×100
Nuova versione di TheMoon: La botnet ora dispone di 40.000 router e dispositivi IoT infettati

Nuova versione di TheMoon: La botnet ora dispone di 40.000 router e dispositivi IoT infettati

Redazione RHC : 27 Marzo 2024 08:14

Gli esperti hanno scoperto una nuova versione della botnet TheMoon. Migliaia di router e dispositivi IoT obsoleti sono già caduti vittima di hacker in 88 paesi in tutto il mondo. I ricercatori hanno collegato TheMoon al servizio proxy Faceless, che utilizza alcuni dei dispositivi infetti come proxy per instradare il traffico dei criminali informatici.

Gli analisti dei Black Lotus Labs di Lumen, monitorando l’ultima campagna TheMoon, lanciata all’inizio di marzo 2024, notano che più di 6.000 router Asus sono stati attaccati in meno di 72 ore e in totale più di 7.000 dispositivi sono stati infettati in una settimana. 

La dimensione totale della botnet supera già i 40.000 dispositivi. Secondo gli esperti attualmente le botnet proxy vengono utilizzate da malware come IcedID e SolarMarker per mascherare le proprie attività.


Christmas Sale

Christmas Sale -40%
𝗖𝗵𝗿𝗶𝘀𝘁𝗺𝗮𝘀 𝗦𝗮𝗹𝗲! Sconto del 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 del Corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence" in modalità E-Learning sulla nostra Academy!🚀 Fino al 𝟯𝟭 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, prezzi pazzi alla Red Hot Cyber Academy. 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮.
Per beneficiare della promo sconto Christmas Sale, scrivici ad [email protected] o contattaci su Whatsapp al numero di telefono: 379 163 8765.


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Ricordiamo che il worm TheMoon è apparso per la prima volta nel radar  degli esperti di sicurezza informatica nel 2014, e poi il malware ha sfruttato le vulnerabilità per infettare i dispositivi LinkSys.

Come affermano ora i ricercatori di Black Lotus Labs, la nuova campagna degli aggressori si rivolge principalmente ai router Asus. Allo stesso tempo, i ricercatori non specificano come siano stati hackerati esattamente i router attaccati, ma dato che gli hacker hanno attaccato dispositivi obsoleti, probabilmente hanno approfittato di vulnerabilità note nel loro firmware. Inoltre, gli aggressori potrebbero utilizzare la forza bruta e semplicemente indovinare le password dell’amministratore.

Una volta ottenuto l’accesso al dispositivo, il malware verifica la presenza di bin/bash, /bin/ash o /bin/sh. Se non ci sono, TheMoon smette di funzionare. Se viene trovata una shell compatibile, il bootloader decodifica ed esegue un payload chiamato .nttpd, che crea un file PID con un numero di versione (attualmente 26).

Questo malware configura iptables per inoltrare il traffico TCP in entrata alle porte 8080 e 80, consentendo solo il traffico proveniente da determinati intervalli di indirizzi IP. Ciò consente di proteggere il dispositivo compromesso da interferenze esterne.

TheMoon tenta quindi di contattare un elenco di server NTP legittimi per assicurarsi che non sia in esecuzione in una sandbox e per verificare la sua connessione Internet. Infine, il malware si connette al suo server di comando e controllo eseguendo una ricerca in un elenco di indirizzi IP codificati.

In alcuni casi, il server di comando e controllo può istruire il malware a scaricare componenti aggiuntivi, come un modulo worm che scansiona server web vulnerabili sulle porte 80 e 8080, o file .sox che inoltrano il traffico sul dispositivo infetto.

I ricercatori affermano che questa attività è associata al servizio proxy hacker Faceless, che instrada il traffico dei suoi clienti attraverso dispositivi hackerati e il servizio accetta pagamenti esclusivamente in criptovaluta. Inoltre non utilizza KYC, non verifica l’identità dei clienti ed è disponibile per tutti.

Acquistare un proxy in Faceless (Fonte Lumen)

Allo stesso tempo, gli operatori Faceless hanno protetto la propria infrastruttura dai ricercatori: ogni dispositivo infetto interagisce con un solo server durante l’intero periodo dell’infezione. 

Secondo Black Lotus Labs, un terzo delle infezioni dura più di 50 giorni e il 15% termina in meno di 48 ore.

Schema operativo di funzionamento (Fonte Lumen)

E sebbene il collegamento tra TheMoon e Faceless sia evidente, i ricercatori sono fiduciosi che si tratti di due ecosistemi criminali informatici separati, poiché non tutti i dispositivi infetti diventano parte della botnet proxy Faceless.

Seguici su Google News, LinkedIn, Facebook e Instagram per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica. Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

  • botnet
  • cybercrime
  • IoT
  • Malware
  • router
Immagine del sitoRedazione
La redazione di Red Hot Cyber è composta da un insieme di persone fisiche e fonti anonime che collaborano attivamente fornendo informazioni in anteprima e news sulla sicurezza informatica e sull'informatica in generale.

Lista degli articoli

Articoli in evidenza

Immagine del sito
Dalle VPN ai desktop remoti: i bug Windows che non smettono mai di sorprendere
Di Redazione RHC - 15/12/2025

I servizi di Windows dedicati alle connessioni remote hanno da sempre rappresentato una fonte inesauribile di “soddisfazioni” per chi si occupa di sicurezza informatica, rivelando vulnerabilità d...

Immagine del sito
Donne in Cybersecurity: da Outsider a Cornerstone
Di Ada Spinelli - 15/12/2025

La scena è sempre quella: monitor accesi, dashboard piene di alert, log che scorrono troppo in fretta, un cliente in ansia dall’altra parte della call. Ti siedi, ti guardi intorno e ti rendi conto ...

Immagine del sito
Quando l’EDR diventa un cavallo di Troia: Storm-0249 abusa di SentinelOne
Di Redazione RHC - 15/12/2025

Un noto broker di accesso iniziale (IAB) denominato “Storm-0249“, ha modificato le proprie strategie operative, utilizzando campagne di phishing ma anche attacchi altamente mirati, i quali sfrutta...

Immagine del sito
WhatsApp: basta un numero di telefono per sapere quando dormi, esci o torni a casa
Di Redazione RHC - 14/12/2025

È stato rilasciato uno strumento che consente il monitoraggio discreto dell’attività degli utenti di WhatsApp e Signal utilizzando solo un numero di telefono. Il meccanismo di monitoraggio copre o...

Immagine del sito
MITRE pubblica la lista delle TOP25 debolezze software più pericolose del 2025
Di Redazione RHC - 13/12/2025

Il MITRE ha reso pubblica la classifica delle 25 più pericolose debolezze software previste per il 2025, secondo i dati raccolti attraverso le vulnerabilità del national Vulnerability Database. Tali...