
Autore: Roberto Villani
Data Pubblicazione: 23/11/2021
Sono giornate calde quelle che in questi giorni si vivono a Roma e non parliamo del clima, perché anche se ci piacerebbe avere il sole, purtroppo piove. Il “caldo” di cui stiamo parlando è nelle intense sessioni ed incontri che il Presidente del Consiglio sta compiendo dopo la notizia dell’Opa su TIM da parte del fondo americano Kkr.
Il gruppo di consiglieri che il Presidente del Consiglio ha intorno non è certo un gruppo di inesperti, perché in una faccenda simile non si devono certo presentare degli improvvisati della politica, clown o ex venditori di libri porta a porta, ma persone con legami e conoscenze di livello che restino insensibili alle lusinghe dall’esterno.
Il rischio di ingerenze in queste situazioni è molto alto, stavamo pagando caro il prezzo di inesperienze nel settore cyber prima del Governo Draghi e fortunatamente abbiamo limitato i danni, seppur cedendo settori importanti dei nostri asset strategici e delle reti di comunicazione.
Possiamo contrastare nuovi assalti, o quantomeno regolare in maniera diversa le offerte, anche valutando meglio i futuri acquirenti dei nostri ultimi asset strategici, perché abbiamo messo nelle direzione giusta il paese, anche se il cammino è ancora molto lungo.
Lasciamo i dettagli dell’operazione TIM agli esperti dell’economia, noi di RHC ci limitiamo a sottolineare quanto sia necessaria l’esigenza di una rete nazionale dove si possano trasferire, trasmettere e scambiare i dati in totale sicurezza, senza l’interferenza di paesi stranieri.
E per paesi stranieri non intendiamo soltanto la Cina o la Russia, in quanto la dorsale di connettività del nostro paese, non può essere data in gestione ad un altro paese soprattutto in questo periodo storico nel quale stiamo vivendo.
Il futuro cyber tecnologico che abbiamo di fronte, ci obbliga a scelte concrete e non certo a guazzabugli da prima repubblica, tanto per accontentare gli amici degli amici. Dobbiamo strutturare la nostra rete cibernetica al fine di mettere in sicurezza i nostri dati, evitare che le moderne cyber-gang si infiltrino nei nostri sistemi pubblici, organizzare team di esperti che sappiano reagire, contrastare e in caso “contrattaccare”, ogni eventuale aggressione che arriverà dall’esterno verso le nostre infrastrutture cibernetiche. Lo abbiamo già detto lo scorso anno su queste pagine, come un’azione di cyber intelligence debba essere efficace al fine di proteggere ed aggredire, in caso di un attacco.
Le notizie dell’Opa su TIM che rimbalzano su molti quotidiani, sono tutte ben chiare a riguardo, ed analizzano bene anche la nostra situazione attuale. Abbiamo fiducia che il team composto e guidato dal Presidente Draghi, saprà ben difendere la nostra “struttura di base”, per poter rafforzare le nostre difese cyber, ciò però non escluderà mai future aggressioni, sia utilizzando i canali cyber che quelli diplomatici dello sharp power.
Il successo o la sconfitta delle aggressioni future dipenderanno dalla nostra forza e dalla nostra cyber-consapevolezza, il senso di appartenenza, e soprattutto l’amore per quel tricolore che tanto ci piace quando si gioca a calcio con la nazionale italiana.
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