
I francesi sono i più pessimisti riguardo all’intelligenza artificiale generativa. Sono particolarmente preoccupati per la sicurezza dei propri dati personali, secondo uno studio internazionale del Boston Consulting Group (BCG), pubblicato mercoledì.
I ricercatori hanno intervistato 21.000 persone in 21 paesi sul loro utilizzo e sui loro sentimenti nei confronti dell’intelligenza artificiale generativa (AI), che consente di produrre testi, immagini e altri contenuti nel linguaggio quotidiano su semplice richiesta.
Mentre in media il 70% dei dipendenti intervistati si è dichiarato entusiasta dell’idea di integrare l’intelligenza artificiale generativa sul lavoro, in Francia questa percentuale è scesa al 58%. E il 31% dei francesi si dice addirittura preoccupato per questo utilizzo nella propria vita professionale, il che rende il Paese il più pessimista sull’argomento, davanti alla Corea del Sud.
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“I francesi sono preoccupati dal punto di vista economico, non si sentono tutelati e quindi temono per i posti di lavoro”, ha commentato all’AFP Jessica Apotheker, direttrice associata di BCG.
La preoccupazione è ancora maggiore quando si tratta di utilizzare l’intelligenza artificiale generativa nella vita personale, con il 50% dei consumatori francesi che si dichiara preoccupato, mentre la media degli intervistati è del 29%.
Questa preoccupazione si concretizza soprattutto a livello della sicurezza dei dati personali (33%), dell’incertezza legata a questa tecnologia e al suo impatto sull’occupazione (11%) e al suo effetto sull’ambiente (10%).
Ma grazie ad organizzazioni come la CNIL (Commissione nazionale per l’informatica e le libertà), i consumatori francesi sono particolarmente consapevoli dell’uso dei dati, il che può spiegare la loro riluttanza e la loro sfiducia nei confronti delle grandi aziende tecnologiche.
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