
Apple ha rimosso WhatsApp, Threads, Telegram e Signal dall’App Store cinese. Questa decisione è stata presa dopo un decreto dell’Amministrazione cinese del cyberspazio sulla necessità di eliminare ulteriori “lacune” nella sicurezza nazionale di Internet.
La misura faceva parte di un ampio programma di pulizia avviato dalle autorità di regolamentazione cinesi nel 2023 per rimuovere le app non registrate e obsolete dagli store iOS e Android in Cina. Le autorità del Paese impongono a tutti gli sviluppatori di app mobili di registrarsi presso il governo entro la fine di marzo altrimenti cesseranno le loro attività.
Per anni la Cina ha vietato l’uso di app di messaggistica e piattaforme social straniere come WhatsApp, il che ha contribuito al predominio di app locali come WeChat di Tencent Holdings Ltd. Tuttavia, i residenti cinesi possono comunque utilizzare una VPN per accedere ai servizi esteri.
La società di consulenza AppInChina ha osservato che le nuove regole limiteranno le scelte degli utenti cinesi alle app prevalentemente locali, isolandoli ulteriormente dalla comunità globale. Il Ministero cinese dell’Industria e dell’Information Technology ha annunciato che da aprile a giugno monitorerà la registrazione delle domande e le misure per combattere l’informazione illegale.
L’azione arriva nel contesto delle discussioni negli Stati Uniti su un possibile divieto di TikTok. I politici americani hanno espresso preoccupazione per la sicurezza nazionale, proponendo la vendita di TikTok a un proprietario non cinese o il suo divieto totale negli Stati Uniti.
Apple, sottolineando il proprio impegno nel rispettare le leggi dei Paesi in cui opera, ha affermato che le app rimosse dallo store cinese sono ancora disponibili in altri Paesi. La Cina rimane un mercato chiave per l’azienda, essendo il suo più grande mercato di consumo al di fuori degli Stati Uniti e la sua principale base produttiva.
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