Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Quanta Energia Consuma Chat-GPT di OpenAI? Lo studio di Epoch AI lo rileva

Quanta Energia Consuma Chat-GPT di OpenAI? Lo studio di Epoch AI lo rileva

18 Febbraio 2025 14:46

Il consumo energetico dell’intelligenza artificiale è da tempo oggetto di dibattito. ChatGPT è stato anche oggetto di critiche più di una volta: in precedenza è stato considerato , che ogni richiesta richiede circa 3 wattora di elettricità, ovvero 10 volte il costo di una richiesta a Google. Tuttavia la nuova ricerca di Epoch AI ha smentito questa cifra.

Secondo Epoch AI, la query ChatGPT media che utilizza il modello GPT-4o consuma solo circa 0,3 wattora. Ciò significa che una domanda rivolta all’IA richiede meno elettricità rispetto alla maggior parte degli elettrodomestici domestici. Ad esempio, una lampadina LED da 10 W consuma la stessa quantità di energia in 6 minuti di funzionamento.

Confronto del consumo energetico per query in ChatGPT con elettrodomestici (Epoch AI)

La differenza nelle stime è dovuta a dati obsoleti. Studi precedenti si sono basati sul presupposto che vengano utilizzati processori server meno efficienti. Tuttavia, negli ultimi anni l’infrastruttura informatica è notevolmente migliorata: i nuovi modelli funzionano con chip più efficienti dal punto di vista energetico e gli algoritmi sono diventati meno costosi. Di conseguenza, il carico sulla rete elettrica si è rivelato molto inferiore a quanto si pensasse in precedenza.

Resta tuttavia aperta la questione del consumo energetico dell’intelligenza artificiale in futuro. Nonostante i guadagni in termini di efficienza, OpenAI e altre aziende continuano ad aumentare la loro potenza di calcolo. Secondo il rapporto di Rand, nei prossimi due anni i data center potrebbero consumare quasi tutta la capacità della rete elettrica della California del 2022 (68 GW). Entro il 2030, l’addestramento di un modello avanzato di intelligenza artificiale potrebbe consumare fino a 8 GW, l’equivalente del funzionamento di otto reattori nucleari.

Un ulteriore onere è creato dalle nuove architetture di intelligenza artificiale, in particolare dai cosiddetti modelli di ragionamento. A differenza di GPT-4o, che risponde quasi istantaneamente, tali sistemi impiegano secondi o addirittura minuti a “pensare” prima di produrre un risultato. Ciò li rende più potenti, ma aumenta anche il consumo di energia. OpenAI ha già iniziato a rilasciare versioni più efficienti dal punto di vista energetico di tali modelli, come l’o3-mini, ma gli esperti dubitano che i miglioramenti in termini di efficienza compenseranno la crescente domanda.

La questione del consumo energetico sta diventando non solo una questione tecnologica, ma anche politica. La scorsa settimana, più di 100 organizzazioni ha firmato una lettera aperta invitando gli enti regolatori a supervisionare la costruzione di nuovi data center. Si sottolinea che la crescita della potenza di calcolo potrebbe portare a una carenza di risorse energetiche e a un aumento della quota di combustibili fossili nel bilancio energetico.

Per ora, l’unico modo per ridurre il carico sulla rete elettrica è attraverso l’uso intelligente della tecnologia. Epoch AI consiglia agli utenti che desiderano ridurre al minimo la propria “impronta di carbonio digitale” di scegliere versioni dei modelli che richiedono meno risorse. Tuttavia, data la crescente popolarità dell’intelligenza artificiale, questa opzione è più temporanea che a lungo termine.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Attenzione al “I am not a robot”: la trappola malware che usa Google Calendar
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

Una nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…

Immagine del sitoCybercrime
WinRAR come arma: Google scopre una falla sfruttata da APT e cybercriminali
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

La falla di sicurezza in WinRAR, emersa durante la scorsa estate, ha mostrato una diffusione maggiore rispetto alle aspettative. Diverse organizzazioni, sia criminali comuni che gruppi APT finanziati da nazioni, stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità,…

Immagine del sitoCybercrime
Colpo al cuore del cybercrime: RAMP messo offline. Il “tempio” del ransomware cade!
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Il forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…

Immagine del sitoDiritti
La privacy è morta? No, ma è in coma! Cosa celebriamo davvero oggi 28 gennaio
Silvia Felici - 28/01/2026

Oggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…